Così i teatri siciliani hanno truffato la Regione

Nonostante spesso e volentieri gli artisti siciliani siano mal pagati, o addirittura non vedano l’ombra di un quattrino, al di qua dello Stretto è stata “messa in scena” una spettacolare truffa ai danni della Regione e dei cittadini. Un copione che nemmeno Luigi Pirandello, lui che dell’assurdo fu maestro, avrebbe saputo scrivere.
 
Ebbene ben 72 responsabili di organismi teatrali, altro che gli sparuti “Soliti ignoti” di Mario Monicelli, hanno percepito illecitamente da mamma Regione quasi 2 milioni e mezzo di euro per spettacoli “fantasma”, opere esistenti solo sulla carta, magari su qualche brochure approntata alla meno peggio per aggirare i funzionari, ma su cui mai si è alzato il sipario.
 
Non solo. In due anni di indagini, la Guardia di Finanza di Palermo ha scoperto un capillare sistema di frode, messo in piedi da imprenditori operanti nel settore artistico: falsificazioni documentali, false attestazioni, costi dichiarati ma mai effettivamente sostenuti, contributi previdenziali non versati, utilizzazione di fatture false. Le condotte illecite riguarderebbero gli interventi di sostegno delle attività teatrali per l’anno 2008.
 
“L’indagine, che ha interessato strutture con sede in tutto il territorio regionale, con prevalenza nelle province di Catania e Palermo – spiegano in un comunicato le Fiamme gialle del Capoluogo – trae origine da un’attività ispettiva nel cui ambito, nel settembre del 2011, sono stati sottoposti a mirate verifiche soggetti economici aventi titolo a percepire i contributi previsti dalla Legge Regionale n. 25/2007, finalizzati a promuovere lo sviluppo delle attività teatrali ed a favorirne la diffusione, erogati dall’assessorato regionale dei Beni culturali ed ambientali e della Pubblica istruzione”.
 
Dal controllo, sono emersi diversi casi di falsità dei documenti presentati agli Uffici competenti dell’assessorato regionale (per saperne di più sul sistema di finanziamento clicca qui). Stiamo parlando di festival o rassegne artatamente predisposti e contraffatti.
 
Il caso più significativo è quello del responsabile di un ente teatrale che, a seguito dell’esclusione al contributo per aver predisposto una “stagione” ritenuta, dai competenti organi della Regione, di “modesto livello”, ha tempestivamente provveduto a procurarsi ed a produrre una falsa documentazione attestante l’avvenuta rappresentazione di uno spettacolo a cui avrebbe partecipato un noto artista di fama nazionale, ma che, di fatto, non è mai stata realizzata.
 
I responsabili sono ora accusati di truffa aggravata ai danni dell’Ente Regione e falso. Tra questi ci sono Franco Zappalà, Gianni Nanfa, Aldo Morgante del teatro Al Massimo, Vito Parrinello del teatro Diritammu, Giuseppe Lelio dell’Agricantus, Massimo Campagna dei Candelai. Anche nei loro confronti la Procura ha già emesso avvisi di conclusione indagini. (LEGGI TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI)