Nessuno si offenda per quello che scriviamo: non c’è niente di personale. Il rilievo riguarda la funzione di chi ha responsabilità istituzionali e dovrebbe onorarle con competenza, conoscenza e professionalità.
Co-responsabili della catastrofe legislativa regionale sono gli oltre quaranta dirigenti dell’Ars che percepiscono fra i 150 e gli oltre 250 mila euro l’anno. Costoro dovrebbero conoscere le modalità di formazione delle leggi, sapere a memoria quali presentano elementi di incostituzionalità, quindi soggetti al machete del Commissario dello Stato.
Siccome non riteniamo che siano ignoranti, nel senso che ignorano la legge e le modalità per formarla, dobbiamo pensare che sono in malafede, per reggere il sacco ai consiglieri-deputati.
Quale sembra la logica di questa squallida faccenda: noi dirigenti prepariamo i testi, voi consiglieri-deputati li approvate, infischiandovene della Costituzione, quell’arcigno Commissario poi ce li boccia. Quindi, cari clienti e privilegiati di turno, non prendetevela con noi.
Si dovrebbero vergognare, burocrati e consiglieri-deputati. Altro che guadagnare 20 mila euro al mese!
Fra gli altri, è stato bocciato l’articolo 68 in materia di trasparenza e pubblicità sull’attività amministrativa degli enti territoriali siciliani e delle loro partecipate.
L’obiettivo è sacrosanto, dal momento che solo due siciliani su dieci vanno sui siti Internet e che l’opinione pubblica viene informata delle azioni degli enti territoriali solo attraverso i quotidiani. Perciò non si capisce perché sia stato inserito nel comma 6 anche il periodico.
Hanno sbagliato, secondo noi, alcuni giornalisti a scrivere che l’articolo è stato bocciato per un cavillo. Non è vero. è stato bocciato perché degli incompetenti hanno previsto che la copertura della spesa poteva avvenire mediante l’utilizzo di 2 milioni di euro impegnati nell’esercizio 2013 ai sensi dell’articolo 55 della L.r. 9/2013.
Chiediamo ai soloni dell’Ars come potevano essere utilizzate tali somme se, a seguito di giudizio di parifica della Corte dei Conti sul conto consuntivo dell’esercizio 2013, erano state trasformate in residui passivi. Di fatto cancellate.
C’è di più. Anche se non fosse stato impugnato, l’articolo 68 non poteva essere operativo, perché i 2 milioni non c’erano più.
Kafka non avrebbe saputo fare meglio.