Taglio netto dei fondi Pac, un duro colpo per la Sicilia

Sempre meno fondi  per la Sicilia. Con l’approvazione della Legge di Stabilità 2015 sono, infatti,  venuti meno alla nostra Isola quasi 600 milioni di euro: si tratta dei fondi Pac (Piano di azione e coesione) finanziamenti  che sarebbero serviti per il risanamento dei centri storici, per gli impianti sportivi e, soprattutto, per il sociale e per servizi in favore di anziani, minori e infanzia. Soldi dirottati in favore delle imprese, che in maggioranza sono del Centro-Nord Italia.
“La distrazione dei Fondi Pac – ha dichiarato il presidente di AnciSicilia Leoluca Orlando commentando i contenuti della Legge di Stabilità 2015 – infliggerà un duro colpo all’economia della nostra Isola, infierendo sulle realtà deboli, che proprio grazie a queste risorse avrebbero potuto realizzare progetti importanti per la collettività e creare infrastrutture vitali per lo sviluppo dei nostri territori. Ci auguriamo che il Governo nazionale intervenga per scongiurare l´ennesima beffa che si sta consumando ai danni della nostra Isola”.
“Alla luce del definanziamento dei fondi Pac – ha dichiarato Luca Cannata, vice presidente vicario di AnciSicilia – non possiamo che esprimere il nostro rammarico e la nostra delusione nei confronti del Governo nazionale e della deputazione siciliana, del tutto ininfluente nella tutela dei diritti e delle risorse del territorio . Vi è ancora una possibilità per affermare con orgoglio l’appartenenza al nostro territorio e cioè quella di veder slittare il termine previsto per il 30 settembre 2014 al 30 giugno 2015 con il decreto Milleproroghe”.
“È chiaro – ha concluso Cannata – come quello che è avvenuto in questi giorni sia uno scippo per gli investimenti, le infrastrutture, l’indotto economico e i servizi sociali dei nostri cittadini”.
Risulta purtroppo ovvio che il taglio milionario avrà forti ripercussioni sulla già precaria situazione occupazionale dell’Isola. Su queste risorse finanziarie, infatti, molti Comuni siciliano puntavano per una ripresa economica e questa ulteriore sottrazione rischia di mettere definitivamente in ginocchio l’economia siciliana tutta.