Inchiesta

Il 2023 anno dei record per il settore turistico ma Sicilia bloccata a 15 mln di pernottamenti

PALERMO – Il turismo è in ripresa, tanto a livello nazionale quanto in Sicilia, anche se soprattutto per quanto riguarda l’Isola persistono delle ataviche criticità: se la nostra regione è risultata infatti tra le mete più frequentate in estate in occasione delle vacanze lunghe nel 2022 (6,7%) e tra le realtà più visitate in autunno per i soggiorni di quattro notti e più (9,9%) secondo l’Istat; tuttavia nel 2023, l’istituto Demoskopika prevede 15.932.670 pernottamenti, il che significa un ritardo ancora abissale rispetto alle altre regioni come Veneto (73.305.747), Trentino Alto Adige (52.617.381), Toscana (49.794.552), Emilia-Romagna (42.812.588), Lombardia (38.818.279) e Lazio (33.838.340).

Tutti numeri, quelli appena elencati, che confermano quelli registrati nel 2022. Fa specie, insomma, pensare che una terra che ha tutto per diventare una delle regine del turismo nazionale, continui ad accontentarsi di numeri che possiamo definire quasi impietosi di fronte alle migliori regioni d’Italia. Serve una svolta, quindi, e soprattutto serve ambizione, un nuovo modo di vedere le cose che trasformi la Sicilia in una locomotiva e non in un vagone.

Intanto, il dato è uno: il periodo pandemico è definitivamente alle spalle e questo fattore ha, fortunatamente, i suoi risvolti positivi anche per quel che attiene al comparto turistico che, come sappiamo, è di particolare importanza per l’economia nazionale e siciliana. A fare un quadro della situazione ci ha pensato Ivana Jelinic, ceo dell’Enit Agenzia nazionale per il turismo. “Il 2023 – ha affermato – potrebbe essere l’anno del riscatto per il turismo in Sicilia. Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia nazionale del turismo, nelle strutture ricettive siciliane, a fine 2022, si sono contati oltre 4 milioni 858 mila arrivi (+56 per cento rispetto al 2021) e 14 milioni 700 mila presenze complessive di cui circa 6,4 milioni straniere (pari al 43,5 per cento del totale). Una crescita del 51,7 per cento, rispetto a quello dello stesso periodo del 2021. Nel 2019, anno che ha preceduto la pandemia, le presenze complessive di italiani e stranieri negli alberghi e altre attività ricettive, come da dati da poco pubblicati dall’Istat, avevano raggiunto il picco di oltre 15,1 milioni, valori precipitati poi a 6,6 nel 2020 e 9,6 nel 2021. Stando ai numeri, il recupero è avvenuto quasi del tutto e c’è ottimismo nelle previsioni, proprio perché, in continuità con il 2021, si registrano nuovamente variazioni positive nelle principali variabili relative alla movimentazione dei turisti sia italiani che stranieri”.

Ma ci sono anche altri elementi che fanno pensare a una ripresa di tutto il settore ricettivo. “Che la linea del grafico stia salendo – ha sottolineato ancora Jelinic – è confermato anche dai numeri dei due principali aeroporti dell’Isola. Palermo ha chiuso il 2022 con 7,1 milioni di passeggeri (+55 per cento sul 2021) e oltre 52 mila movimenti (+1,9 per cento sul 2021). La media dei passeggeri per volo è stata di 136, raggiungendo quella del 2019 e il traffico internazionale ha costituito il 27 per cento del totale passeggeri (quasi 2 milioni). Il 2019 si era chiuso con il 26 per cento. A Catania, l’aeroporto Fontanarossa con i suoi 10,1 milioni di passeggeri (+64,9 per cento sul 2021) e 72 mila e 500 movimenti (+43,8 per cento sul 2021) si piazza al primo posto per passeggeri nazionali superando Palermo e alcuni dei principali aeroporti italiani. Il 2019 è stato per tutta l’Italia e anche per la Sicilia un anno molto importante, perché si raggiunsero dei risultati che mai si erano raggiunti. Nel 2020 e nel 2021 sappiamo tutti cosa è successo. La grande ripresa la dovremmo vedere nel 2023. Le prenotazioni ci sono, anzi noi crediamo che se i dati si manterranno così, questo potrebbe essere addirittura l’anno del rilancio, che supererà gli straordinari risultati del 2019”.

E tutto questo al netto delle criticità, soprattutto strutturali, di cui la Sicilia continua a soffrire. Perché come ha evidenziato la numero uno dell’Enit, l’importante adesso è puntare sull’ottimismo: “Occorre dare un’iniezione di fiducia. La Sicilia può offrire un turismo a 360 gradi: c’è tutto, bisogna esclusivamente saperlo vendere, per aumentare l’incoming verso questa splendida regione. Per operare nell’incoming, il turismo in entrata, bisogna innanzitutto migliorare l’offerta e per fare questo il pubblico non può lavorare da solo, il privato non può lavorare da solo, lo Stato non può lavorare senza l’ausilio delle Regioni. Bisogna fare squadra e lo stiamo facendo: periodicamente ci sono dei tavoli molto importanti, che vedono coinvolti il governo nazionale e la Regione, ma anche tavoli molto importanti tra istituzioni, regioni e imprese. Tutti uniti credo che possiamo raggiungere dei risultati straordinari, proprio perché viviamo in un posto straordinario. Anche per questo l’incoming nel 2023 sicuramente raggiungerà dei risultati molto positivi”.

Fra natura e cultura, le potenzialità delle isole minori

Su potenzialità e obiettivi che dovrebbe porsi la Sicilia abbiamo sentito Christian Del Bono, presidente di Federalberghi per le Isole minori siciliane, laddove il comparto turistico rappresenta una delle colonne dell’economia, specie in primavera e in estate. Dopo gli anni complicatissimi della pandemia, quindi, l’obiettivo è recuperare il terreno perduto e cercare di raggiungere nuovi obiettivi. “Nell’immaginario collettivo – spiega Del Bono – le isole minori sono percepite come luoghi da vivere principalmente all’aria aperta, dunque nel 2020, 2021 e 2022 hanno reagito meglio alla pandemia anche se, nei primi due anni, la stagione turistica è stata ristretta a causa del lockdown. L’anno scorso poi, i mesi di bassa stagione sono stati improduttivi per le strutture alberghiere più importanti a causa dei costi dell’energia e delle materie prime, perché le stesse strutture hanno dei costi fissi maggiori. Problema di cui ha invece risentito meno il settore extralberghiero”.

Da sempre l’Isola soffre di gravi problemi legati a infrastrutture e collegamenti. Una criticità che tocca vari territori, sia a terra che a mare, come confermato anche dal presidente di Federalberghi Isole minori: “Per i nuovi servizi integrativi regionali, relativamente ai mezzi veloci, nei periodi di media e alta stagione il nuovo bando regionale ha previsto una copertura abbastanza adeguata, mentre per i mesi di bassa stagione, purtroppo, i tagli alle corse statali non sono stati adeguatamente compensati. Tale mancanza diventa ancora più evidente e inaccettabile per il servizio a mezzo navi, attualmente esercitato dal vettore in proroga considerato che gli ultimi bandi erano andati deserti, visto che il nuovo bando regionale, così come concepito, non sarà assolutamente in grado di compensare i tagli avvenuti a danno delle corse statali. Continuiamo, pertanto, a richiedere a gran voce, e lo abbiamo fatto di recente anche in Commissione Trasporti all’Ars, il ripristino delle corse navi ed aliscafi operati in convenzione statale così come la sterilizzazione del rincaro dei biglietti avvenuto sin dal giugno 2022 che continua a gravare sulle tasche e sulle, già fragili, economie delle isole minori siciliane”.

In ogni caso, sono numerose le iniziative in programma per l’anno in corso. E l’obiettivo è molto chiaro: recuperare i numeri pre pandemia e superarli. “Sono tante – conferma Del Bono – le novità presentate alla Bit di Milano e all’Itb di Berlino e alcune di queste, programmate per l’anno in corso, verranno riproposte anche nel 2024. Alle Isole Eolie, sul portale loveolie.com, abbiamo creato l’Agenda ‘Eventi ed esperienze’, che consente agli organizzatori di caricare tutti gli appuntamenti che si svolgono durante l’anno. I visitatori potranno così scaricare sui propri dispositivi tutte le iniziative attive sul territorio. Altra iniziativa, per le isole Eolie, è il ‘Free transfer’: la possibilità, per chi prenota per almeno quattro notti nelle Isole Eolie, di avere il trasferimento gratuito dall’aeroporto di Catania alle Eolie attraverso la piattaforma loveolie.com. A Pantelleria dall’1 al 4 giugno si terrà la seconda edizione di ‘The Island’ un boutique festival esperienziale ad emissioni zero. Mentre le Egadi puntano su un programma di eventi organizzato dal comune di Favignana, in occasione dei 150 anni dalla nascita di Donna Franca Florio, oltre all’iniziativa ‘Spiagge ecologiche’, a cura dell’Area marina protetta delle Egadi, che prevede l’eliminazione della plastica e l’attivazione di una forma di economia circolare per migliorare i servizi in spiaggia. Ustica ha in programma due eventi: ‘Ustum cultural program’ e ‘Art4Sea’. E alle Pelagie si svolgerà la 15^ edizione del ‘Vento del Nord’, che si terrà a Lampedusa, così come l’8^ edizione di ‘Lampedusa amore’, imperniata su un premio giornalistico internazionale”.

“Abbiamo individuato – conclude – dei temi trasversali tra tutte le isole. Si tratta di un territorio che ha valenze di vario tipo: naturalistiche, culturali, enogastronomiche, paesaggistiche, vulcanologiche di primaria importanza”.

E dunque un asso nella manica per tutto il turismo siciliano, che adesso deve iniziare a correre non soltanto per recuperare rispetto al passato, ma per colmare quel gap significativo con le regioni italiane che continuano a essere regine del turismo nazionale.