Prospettive occupazionali: ancora prevalgono i tagli sulle assunzioni

MILANO – È nel segno della stabilità che si delineano le prime prospettive in merito alle possibilità di assunzione in Italia nei prossimi tre mesi, ponendosi in una linea di sostanziale continuità rispetto ai numeri raggiunti nel terzo trimestre, da luglio a settembre.
Infatti, l’indagine del gruppo Manpower “Previsione sull’Occupazione”, condotta intervistando 1000 datori di lavoro della penisola italiana, riconferma il precedente -4%, medesima soglia netta prevista per i mesi successivi da ottobre a dicembre: il dato è stato ottenuto dalla differenza tra il numero di datori che prevedono un aumento delle assunzioni totali e quello di coloro che ne prevedono invece una diminuzione.
Gli intervistati, ai quali è stato posto il quesito “rispetto al trimestre scorso, quali cambiamenti in termini di occupazione prevedete nella vostra azienda entro la fine di dicembre 2015?” hanno così risposto: il 4% prevede un aumento della forza lavoro, contro l’11% che invece ne ipotizza un taglio; infine, l’85% di essi non prevede cambiamenti.
Premesso che nessuna area è esente dalle riduzioni del personale, il Report classifica la penisola in quattro aree geografiche e delinea una serie di ipotesi occupazionali da realizzare nel quarto trimestre dell’anno corrente: in testa troveremo Nord-Est, da un lato, e Sud e Isole, dall’altro, in cui coloro che sono a capo delle aziende dislocate sul territorio confermano di voler procedere a future assunzioni con la stessa frequenza rispetto ai mesi precedenti (-4%), intenzioni invece non corrisposte nelle restanti zone d’Italia, poiché i dirigenti delle aziende del Centro e della zona nord-occidentale dichiarano una previsione netta pari a -5%.
Se, dati alla mano, ponendo come punto di riferimento i numeri riferiti ai tre mesi avvenire, li confrontiamo con quelli del trimestre appena trascorso, deboli segnali di ripresa sono ipotizzabili nel Nord-Ovest e nel Sud, Isole comprese, dove i dati del rapporto lasciano presumere che, da ottobre a dicembre del 2015, l’incremento occupazionale dovrebbe oscillare tra il +2% della zona nord-occidentale e il +4% del Mezzogiorno; miglioramenti possono intravedersi a Nord-Est, dove i punti in più sono 9, mentre appaiono negative le stime effettuate con riferimento al Centro (-2%).
“Nonostante il segno resti negativo per il quarto trimestre 2015, si intravedono segnali incoraggianti, anche se ancora deboli, provenienti da molti settori industriali, che potrebbero aiutare a consolidare la ripresa nel 2016 – ha dichiarato Stefano Scabbio, Presidente Area Mediterranea ManpowerGroup – Un esempio è il settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio che segna un indice in aumento da ormai quattro trimestri consecutivi e il dato più alto degli ultimi 7 anni”.
Lo studio ha analizzato le offerte lavorative, isolandole per settore: in particolare, è nell’area delle vendite che nei prossimi tre mesi si concentrerà la maggiore richiesta, nelle figure di sales engineer e agente di commercio; segue il settore della progettazione, in cui i profili più ricercati saranno il progettista meccanico e l’architetto; infine, rimangono sempre tra le posizioni non solo più ambite ma anche più ricercate quelle di livello manageriale, quale il project manager e il project enginner.
 

 
In calo il minerario e in aumento il commerciale
 
Con riferimento alle aree di assunzione, si preannunciano rosee le prospettive del settore commerciale. A frenare gli animi, concorrono però le stime dell’industriale, dal momento che i datori di lavoro del comparto ipotizzano una diminuzione del numero dei dipendenti nel trimestre prossimo, da ottobre a dicembre, in otto sui dieci settori industriali italiani.
Tra di essi, quello che registrerà il calo maggiore in termini di occupazione sarà il minerario ed estrattivo, dove si vocifera addirittura del -18%. La situazione non appare in miglioramento se ci sposta verso il settore pubblico e sociale, dove le previsioni si attestano intorno al -11%, seguito dall’area costruzioni, in cui le cessazioni occupazionali ipotizzate sfiorano il -10%. Né peggiori, né tanto meno migliori, sono invece le intenzioni di assunzione nelle strutture alberghiere e nei servizi di ristorazione: in mancanza di attivazioni e cessazioni di contratti, il settore rimane fermo. Invece, in controtendenza, è possibile riscontrare una crescita nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, seppure lieve, pari al +1%, nei mesi avvenire.