Via all’esercizio provvisorio, ma è caos sul numero legale

PALERMO – Il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché ha ritenuto valida la votazione sul disegno di legge sull’esercizio provvisorio, che sarà in vigore fino al 31 marzo. Per Micciché, infatti, il numero legale sarebbe da calcolare in base alla presenza dei deputati in aula rilevata dai tesserini inseriti negli scranni e non dal voto effettivo del parlamentare.
 
Oggi la soglia del numero legale era di 33 deputati. In base a questa interpretazione il presidente non ha tenuto conto che i voti erano 31, ma ha considerato i 60 tesserini inseriti dall’inizio della seduta.
 
"Quindi per quel che mi riguarda, facendo riferimento anche dei precedenti al Parlamento nazionale, la votazione è in numero legale. E il ddl è approvato", ha detto. "La presenza è un conto – ha aggiunto Micciché – ma il numero di persone che votano è un’altra cosa".
 
Un’ora prima della ripetizione del voto la soglia era sempre di 33 deputati, i votanti sono stati 32 e il presidente Micciché aveva rinviato la seduta per "mancanza del numero legale".
 
Dopo la decisione del presidente dell’Ars ci sono state forti proteste in aula da parte delle opposizioni. 
 
Lupo (Pd): "Violazione del regolamento dell’Ars"
 
"Risultavano presenti secondo il verbale solo 31 deputati e il Presidente dell’Ars ha dichiarato che c’era il numero legale". Così il capogruppo del Pd all’Ars Giuseppe Lupo dopo il voto dell’esercizio provvisorio tra le polemiche. "Noi abbiamo denunciato la violazione del regolamento dell’Ars e chiesto la convocazione della Commissione, non ci risultano dei precedenti dal 1948 ad oggi", dice. "Una cosa è la presenza dei tesserini in aula – dice – e un’altra cosa è la presenza dei deputati in aula al Momento del Voto. Alcuni dei presenti hanno deciso di non votare".
 
Cancelleri (M5s): "La maggioranza in Aula non esiste"
 
"Il dato politico che emerge dall’aula è che questa maggioranza non esiste". E quanto denuncia Giancarlo Cancelleri, leader grillino dell’opposizione all’Assemblea regionale siciliana dopo l’approvazione dell’esercizio provvisorio, tra le polemiche. "Abbiamo chiesto il verbale ma ci hanno detto che lo devono rifare a mano – aggiunge – noi siamo pronti ad adire alle vie legali. Non si era mai visto in settant’anni di storia del Parlamento regionale una cosa simile".
 
Non è stata stabilita la data della prossima seduta 
alla fine della seduta di oggi, Micciché ha chiuso i lavori senza indicare né la data né l’ordine del giorno della prossima convocazione. In base all’articolo 75 del regolamento dell’Ars, la convocazione dovra’ arrivare al domicilio dei deputati almeno dieci giorni prima della seduta.