Rifiuti, commissione d’inchiesta in Sicilia

PALERMO – In Sicilia il tema rifiuti si muove tra gli errori della precedente gestione (su cui indaga la magistratura), l’emergenza quotidiana e le scelte politiche per evitare ulteriori danni, all’ambiente e alle risorse economiche pubbliche. Oggi arriva nell’Isola la commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, presieduta da Gaetano Pecorella. Fino a giovedì sarà in missione a Trapani e a Catania per una serie di sopralluoghi. Verranno ascoltati tra gli altri, il sindaco di Palermo, Diego Cammarata e il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Le audizioni si svolgeranno nelle prefetture di Trapani e Catania. Verranno anche sentiti il procuratore di Palermo Francesco Messineo insieme al procuratore aggiunto Vittorio Teresi, il procuratore distrettuale antimafia di Messina, Guido Lo Forte e il procuratore aggiunto di Catania Giuseppe Gennaro. 
A Palermo le aspettative dell’immediato sono tutte rivolte alla quinta vasca della discarica di Bellolampo. “Per come è stata progettata può contenere 300 mila metri cubi di rifiuti. Doveva essere consegnata entro la fine del mese, ma stiamo cercando di stringere i tempi e arrivare alla consegna entro la metà di giugno”, dice il prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone.
Secondo il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello per la discarica di Bellolampo a Palermo “si rischia una situazione analoga a quella che vi fu in Campania. Tutta la situazione dei rifiuti, è una brutta vicenda siciliana”, ha detto ieri, a margine della firma di un protocollo di legalità con Italcementi. “Sono quelle cose che non fanno bene alla Sicilia e al Paese – ha proseguito – Devono essere scoperti i reali responsabili. Dobbiamo smetterla con una realtà in cui non c’é mai un responsabile”.
A proposito di responsabilità. Sabato, il Governo regionale ha dato un segnale. Saranno avviate per la prima volta questa settimana, le procedure per accertare la responsabilità dei comuni che non abbiano destinato al funzionamento del ciclo dei rifiuti gli stanziamenti straordinari assegnati dall’amministrazione regionale. La nuova normativa introdotta con la legge finanziaria regionale, la legge regionale 9 del 2010, prevede dure sanzioni a carico delle amministrazioni che si dimostrino incapaci nella gestione delle risorse. 
 
“Questa mattina (sabato, ndr) – si legge in un comunicato della Presidenza della Regione siciliana – una nota della gestione straordinaria dell’Amia, ha comunicato alla Regione che il comune di Bagheria, per l’ennesima volta, non risulta in regola con gli oneri relativi al conferimento dei rifiuti. Circostanza che, se non regolarizzata, procurerà l’interdizione dell’accesso alla discarica ai camion provenienti dal comune”. “Nel caso in cui tale eventualità si verificasse, le conseguenze sul corretto espletamento del servizio sarebbero certamente gravi – prosegue il comunicato – Al punto da provocare, per la prima volta dall’introduzione della nuova normativa, l’immediato avvio degli accertamenti e delle procedure che prevedono nei casi di interruzione del servizio, la decadenza degli organi degli enti locali”.
E, infatti, i sindaci soci dell’Ato Ambiente Cl1, nel nisseno, ieri hanno votato all’unanimità l’accesso al fondo di rotazione ordinaria previsto della Regione. La decisione è stata assunta nel corso dell’assemblea convocata dal presidente dell’Ato Ambiente, Giuseppe Cimino, su sollecitazione del commissario ad acta, Gaetano Vinci. La decisione servirà ad alleviare la crisi finanziaria dell’Ato e dei comuni. Tra le indicazioni emerse nel corso dell’assemblea l’aumento dei cittadini che non hanno pagato la tassa sui rifiuti nel 2009. In particolare i comuni con la più alta percentuale di non paganti sono quelli di Marianopoli, Mussomeli e Serradifalco. Nel corso della riunione è stata annunciata anche la disponibilità a concedere credito da parte di una banca per un importo di circa 2 milioni di euro.
Le “minacce” istituzionali, a volte, servono.
 

 
Palazzotto (Fp Cgil): “Emergenze create per i termovalorizzatori”
 
PALERMO – “L’emergenza Bellolampo e più in generale l’emergenza rifiuti in Sicilia sembra creata ad hoc per riproporre la necessità dei termovalorizzatori”. Lo ha detto il segretario generale di Fp Cgil Sicilia Michele Palazzotto nel corso dell’incontro, ieri mattina, tra i sindacati e l’assessore regionale al ramo Pier Carmelo Russo convocata per ridefinire l’organizzazione del servizio di igiene ambientale dopo la soppressione delle Ato.
“Ci sono molti aspetti poco chiari in tutta questa vicenda – ha aggiunto – la magistratura sta già indagando ma anche sulla quarta vasca emergono gravi incongruenze. È stata costruita e progettata per ospitare 700 mila tonnellate di rifiuti. Oggi ci viene detto che può arrivare fino a 300. Delle due l’una: o si è sbagliato nella realizzazione dell’opera o si sbaglia oggi nelle valutazioni. Tutto però sembra riportare allo stesso disegno: tornare ai termovalorizzatori”.
Sindacati e assessorato hanno discusso del passaggio di personale dagli Ato alle 9 Srr provinciali che dovranno essere adesso costituite. Secondo i progetti del governo su 100 dipendenti, 90 saranno destinati a mansioni operative, 10 a compiti di amministrazione.