Credito d’imposta, piccoli passi avanti

PALERMO – Risale al 17 novembre 2009, la legge regionale n.11 su “Crediti di imposta per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese” che introduce un regime di aiuti mirato a favorire gli investimenti delle imprese operanti nell’ isola, attraverso il sistema del credito di imposta.
Ratio legis? Offrire al sistema imprenditoriale siciliano uno strumento agevolativo immediato, trasparente ed agile che consenta alle imprese richiedenti, in possesso dei requisiti, di conoscere, entro 30 giorni lavorativi dalla data di presentazione in via telematica dell’istanza, l’ammissione o meno al finanziamento dei benefici richiesti.
I settori di attività direttamente interessati dalle misure previste sono: estrattivo, manifatturiero, turismo, servizi, imprese operanti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli e nella trasformazione di prodotti della pesca e dell’acquacoltura. La legge regionale, infatti, mira a soddisfare le istanze presentate dalle imprese che intendano effettuare nuovi investimenti nel territorio regionale per importi variabili in funzione della dimensione delle imprese stesse e prevede agevolazioni da: cinquantamila a cinquecentomila euro per le microimprese, anche artigiane, da centomila euro a un milione di euro per le piccole imprese, da cinquecentomila euro a quattro milioni di euro per le medie e grandi imprese, da centomila euro a quattro milioni di euro per imprese del settore del turismo, da otto milioni di euro per investimenti dalle Pmi derivanti da concentrazione di imprese esistenti.
Il regime prevede che l’agevolazione venga utilizzata in compensazione a fronte di nuovi investimenti per beni strumentali materiali ed immateriali dell’impresa. Gli investimenti ammissibili,  infatti, possono riguardare: impianti e macchinari specifici e generici, costruzioni leggere, beni immobili, etc.
Sono passati più di 7 mesi dalla pubblicazione della legge sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana e ancora una volta i fondi destinati a questi interventi, 120 milioni di euro per il 2010, materialmente non possono essere utilizzati dai diretti interessati. Come per le misure destinate al credito di imposta, introdotto nella Finanziaria regionale 2010, con cui sarebbe “più facile, trovare lavoro nell’isola”, non sono ancora state attivate le procedure per l’invio delle istanze telematiche, destinate alla fruizione delle agevolazioni previste. Intanto solo recentemente l’assessore regionale all’industria, Michele Cimino, ha firmato il decreto attuativo per lo stanziamento dei 120 mln di euro per il 2010. Ma firmato il decreto si attende ancora il via libera della commissione Bilancio dell’Ars e la stipula di una convenzione con l’Agenzia delle entrate per la determinazione delle modalità relative alla concessione degli sgravi fiscali  e contributivi. Ma non è tutto, perché la predisposizione del software, destinato ad esaminare le istanze inviate telematicamente dalle aziende, non è ancora stata realizzato.
 

 
L’approfondimento. Il ritorno della misura in termini di Pil per la Sicilia
 
Per la stesura del testo di legge regionale n. 11/2009, l’assessorato regionale al Bilancio e Finanze della Regione Siciliana insieme alle facoltà di Economia dell’Università di Palermo e Catania e l’Istituto Prometeia ha condotto uno studio, finalizzato alla valutazione dell’impatto di misure a sostegno degli investimenti nel tessuto economico-imprenditoriale regionale. Dall’analisi condotta è stata evidenziata l’efficacia e il prevedibile “ritorno”, in termini di incrementi del Pil e occupazionali, delle risorse pubbliche investite. L’effetto immediato delle agevolazioni  sarebbe quello di aumentare gli investimenti in macchinari ed impianti e questo determinerebbe, stante le caratteristiche della struttura produttiva siciliana un incremento delle importazioni nette che almeno nei primi anni è decisamente superiore alla crescita del Pil. Negli anni successivi i maggiori investimenti stimolati dalle agevolazioni eserciterebbero un effetto sempre maggiore di espansione della base produttiva e quindi l’incremento della domanda regionale sarebbe soddisfatto in misura sempre maggiore dalla produzione interna. Le importazioni nette si dimezzerebbero nel primo periodo per poi assumere un valore negativo crescente, raggiungendo nel 2013 un livello inferiore del 3,0% a quello dell’evoluzione dell’economia siciliana in assenza di agevolazioni. Interventi necessari, dunque, intoppi burocratici permettendo.