Trapani e Agrigento: 100, lode e un futuro da decifrare

AGRIGENTO – Ultime tappe del nostro viaggio nel mondo del merito, alla ricerca dei 100 e lode di Agrigento e Trapani.  Per l’anno scolastico 2009-2010 Agrigento, secondo i dati resi noti alla premiazione a Palazzo d’Orleans,  è la terza provincia siciliana per numero di diplomati eccellenti con lode, con 51 “bravissimi” su un totale di 3.558 diplomati (in percentuale l’1,4.%; mentre a Trapani ce l’hanno fatta in 29  su un totale di 3.199, qui la percentuale è lo 0,9).
Un totale di 80 ragazzi in gamba: c’è da chiedersi se la Sicilia è in grado di offrire loro un “futuro prossimo”. Per dare una risposta a questa domanda occorre osservare sia le iniziative universitarie (nessuna delle due province è storica sede di ateneo, anche se sono presenti alcune facoltà) sia l’economia del territorio di riferimento.
Negli anni ‘70 e ‘80 Trapani sale spesso agli onori della cronaca per le vicende criminali legate alla mafia che sembra controllare il territorio. Negli anni ‘90 diventa gradualmente meta di interesse turistico, storico, culturale e sportivo. Sede distaccata dell’Università degli studi di Palermo ospita vari corsi di laurea delle facoltà di Giurisprudenza, Medicina e Chirurgia, Lettere e Filosofia, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali , Agraria. 
Chiara la vocazione turistica di Agrigento, la città della Valle dei templi e della tradizione, che però nonostante i suoi secoli di storia, nonostante il suo passato, che è la migliore garanzia per il suo futuro,  ha ancora ampie sacche di disoccupazione. Oltre ad essere sede di varie scuole medie superiori, ospita una sede distaccata dell’Università di Palermo. Il polo universitario della provincia di Agrigento nell’anno accademico 2008/2009 ha contato 3.613 studenti iscritti, nelle facoltà di Architettura, Giurisprudenza,  Ingegneria, Lettere e filosofia, Scienze della formazione, Medicina e chirurgia.
E’ già qualcosa. Tuttavia molti decidono di andare via. In occasione della cerimonia di premiazione a Palazzo d’Orleans a Palermo organizzata dalla Regione, per esempio Federica Misuraca, 100 e lode al liceo scientifico “Ballatore” di Mazara del Vallo in provincia di Trapani aveva dichiarato alla stampa di aver  scelto la facoltà di Economia aziendale e management dell’università. Una scelta che risale al marzo scorso , quando aveva saputo di avere superato il test preselettivo riservato agli studenti con media superiore all’8,1. Per il suo futuro sogna   la consulenza economica nelle ambasciate per viaggiare tanto, anche all’estero.  Nella stessa occasione aveva dato un ricordo affettuoso della docente di italiano Anna Pernice, che l’aveva incoraggiata a partecipare al concorso “La Costituzione, quali valori per i giovani?” della Fondazione Rui. Un tentativo premiato dal successo: era arrivata prima nella sezione saggi. Il suo futuro però, anche quello “prossimo” è lontano dalla Sicilia. Un 100 e lode in meno all’appello. Dispiace, perché l’eccellenza è rara.
Nella stessa scuola di Federica infatti solo un altro ragazzo, Giuseppe Pipitone,  ha conseguito il diploma con la lode. Sono due o tre a scuola gli eccellenti, cinque o sei negli istituti più grandi, mentre molte scuole non hanno avuto nessun 100 e lode. Se fossero di più potrebbe sembrare una votazione inflazionata e perderebbe valore . Invece 100 e lode deve significare “oltre il massimo, oltre le aspettative”. E’ un voto che deve andare ai primi tra i primi delle classi. Se poi se ne vanno, certo è un peccato.
 

 
I nomi dei tanti eccellenti di Agrigento e Trapani
 
Avremmo voluto poter pubblicare tutti i nomi dei centisti e lode, anche per le province di Agrigento e Trapani. Tuttavia non tutte le richieste di informazioni inviate a Centri servizi amministrativi, alle  scuole e alla regione hanno avuto gli stessi esiti: indichiamo di seguito i nomi degli altri  ragazzi che ci sono stati comunicati, oltre a Federica, Giuseppe, Nicolò e Antonella,  facendo i nostri complimenti anche a tutti gli altri. Al liceo classico di Marsala nell’anno scolastico 2009/2010 si diplomano con 100 e lode Chiara Maria De Vita e Zichittella Martino; al liceo scientifico “ Fardella” di Trapani ce la fanno Luca Muratore, Daniele Modica, Luisa Maria Petralia, Nicolò Rizzo, Antonio Galia, Domenico Alastra, Samuela Guida, Riccardo Marino, Rossella Pantaleo, Francesca Riccio. All’istituto Politi di Agrigento, liceo scientifico, ce la fa Davide Alba, mentre al liceo classico “Empedocle”, sempre di Agrigento, tagliano il traguardo della maturità con 100 e lode quattro candidate: Denise La Rocca, Ilaria Piccionello, Roberta Rizzuto, Ilenia Rotolo. All’istituto di istruzione secondaria superiore “Madre Teresa di Calcutta” di Casteltermini, in provincia di Agrigento, infine il 100 e lode va a Gaia Pellitteri e a Tonino Giuseppe Perri.
 

 
Migrazione. Studiare fuori dà maggiori garanzie per il lavoro
 
Al liceo scientifico statale “Pietro Ruggieri” di Marsala, in provincia di Trapani hanno conseguito il diploma con cento e lode Nicolò Foderà e Antonella Gambini. Quando telefoniamo a casa di Nicolò per scambiare due chiacchiere con lui, lui non c’è. Ci risponde sua madre, che ci riferisce che il figlio si iscriverà al Politecnico di Torino in Ingegneria informatica, spera di poter tornare a lavorare in Sicilia e si porterà in Piemonte tanti bellissimi ricordi di questi cinque anni di scuola a Marsala. Un altro che se ne va.
La migrazione universitaria nell’anno 2010, in cui le facoltà universitarie, oltre ad essere presenti nelle storiche città d’Ateneo siciliane sono disseminate un po’ in tutta l’Isola, sembra difficilmente spiegabile. Studiare fuori comporta la sopportazione di costi non indifferenti per le famiglie, mentre si depaupera sempre di più l’economia locale, del presente e del futuro. In realtà con la crisi occupazionale di oggi anche le opportunità lavorative nelle realtà aziendali del nord si sono molto ridotte. Ma forse ciò che fa scappare è l’idea che comunque lì la crisi è arrivata e passerà; mentre il modo di pensare che limita la valorizzazione delle risorse umane in Sicilia è più difficile da cambiare.