Fiducia, duelli a parole

ROMA – Tra 12 giorni il Governo sarà chiamato alla prova della fiducia in Parlamento. Il premier Silvio Berlusconi, sul sito ForzaSilvio.it, afferma che “noi siamo “Il Governo del fare”. “Lasciamo agli altri le manovre e gli agguati di palazzo. Lasciamo agli altri le chiacchiere e le polemiche inutili. Noi continuiamo a lavorare e a cercare di comunicare ai cittadini le cose realizzate dal governo’’.
Umberto Bossi ha commentato l’intenzione di Fini e Casini di presentare una mozione di sfiducia contro il governo: “Ognuno sceglie di morire come vuole’’. Bossi ha comunque ribadito la convinzione che l’esecutivo ce la dovrebbe fare “tranquillamente’’ il 14 ad ottenere la fiducia: “Sono ottimista’’, ha detto. Poi il leader della Lega Nord ha commentato una battuta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni che sul federalismo nota come ormai ‘sia d’accordo anche Ruini’: “E pensare che prima ci volevano mettere in galera…”. “Come cambia velocemente il mondo!” ha concluso Bossi che ha anche commentato con un “bene” la domanda sull’esito della riunione con le Regioni.
Dall’altra parte, il ministro dimissionario Andrea Ronchi, a margine di una conferenza stampa a Montecitorio, ha dichiarato che “Gianfranco Fini ha messo sul tappeto questioni politiche, una nuova agenda per quanto riguarda l’economia e un’apertura sulla legge elettorale. Aspettiamo, vediamo e, a seconda delle risposte, o delle mancate risposte, il 13 decideremo” come comportarci con la sfiducia al governo.
Certo, il Paese guadagnerebbe dal “confronto” tra gli schieramenti. è la convinzione espressa dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, intervenuto ieri mattina alla presentazione della campagna dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), sulla depressione perinatale.”Se sui temi veri, sui problemi veri, su questioni che riguardano i nostri concittadini – ha detto Letta parlando dell’iniziativa nata da una proposta parlamentare bipartisan – ci si trovasse e si discutesse le soluzioni, al di là degli schieramenti, la politica ne guadagnerebbe e ne guadagnerebbero anche i problemi del nostro Paese”.