Barca, “Alta velocità in Sicilia? Meglio il raddoppio”

SIRACUSA – Abbandonare il miraggio di opere faraoniche e, pertanto, irrealizzabili. Meglio concentrarsi su infrastrutture possibili, da costruire in poco tempo. è, in sintesi,  il concetto espresso dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, da ieri in Sicilia per una visita di due giorni. A Siracusa, a margine dell’incontro con le categorie produttive e del tavolo permanente per lo sviluppo coordinato dalla Camera di Commercio, Barca ha stilato il proprio decalogo.
 
“In questo territorio più che di alta velocità servono linee raddoppiate che diano modo alle persone di andare da una parte all’altra, serve capacità di scambiare merci. Siamo dunque lontani anche dal punto di vista delle problematiche da quelle della Tav”, ha detto il ministro. “E del resto – ha aggiunto – l’impegno del Governo, sin dall’inizio, è stato nel piano ferrovie che riguarda il Sud di non pensare a operazioni faraoniche”. “Le proteste della Tav, viste dalla Sicilia – ha proseguito – appaiono lontane e mi sembra siano legate, come ha già detto il presidente del Consiglio, alle modalità di discussione e confronto con il territorio. Il governo ha intenzione di migliorare questo aspetto cercando di far sì che il dibattito con il territorio non arrivi dopo ma prima. Ma ripeto qui in Sicilia si tratta di una situazione diversa, qui si tratta di lavorare sodo perché le linee ferroviarie non consentono di metterci ore per andare da un posto all’altro”. Un esempio su tutti? Nove ore per andare da Trapani a Ragusa.
Sul piano più pratico, Barca ha dichiarato che “nel piano ferrovie approvato il 15 dicembre, in cui sono stati allocati e messi assieme fondi nazionali e regionali, pensiamo all’alta capacità della linea che va a Sud di Sapri, che è il punto difficile fino a Reggio Calabria. Non si tratta di bucare di nuovo montagne ma di migliorare l’esistente. Il progetto è quello e verrà fatto tra una ventina di giorni e sul sito del ministero sarà possibile vedere gli impegni in termini di date”.
Il ministro ha poi fatto riferimento ad esempi infrastrutturali nel Sud. “Abbiamo un’esperienza straordinaria come l’aeroporto di Catania, che insieme a quelli di Bari e Napoli, ha dimostrato che anche quando lo Stato dorme alla fine il mercato funziona. Ho anche sentito – ha aggiunto – di iniziative di rilancio delle vie del mare, anche in questo caso quando il settore pubblico non marcia alla velocità cui dovrebbe ci pensa l’imprenditorialità, senza gli aiuti di Stato, a creare le occasioni”.
Anche il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, ha incontrato Barca. “Il tema principale che abbiamo affrontato con il ministro è il potenziamento della rete infrastrutturale siciliana”. “Fortunatamente – ha aggiunto Lo Bello – il governo nazionale ha spinto quello regionale a programmare le risorse per gli investimenti infrastrutturali e quindi rete ferroviaria, completamento degli assi autostradali. Abbiamo anche parlato del porto di Augusta come risorsa per veicolare le merci del settore agricolo. Su questi temi il ministro Barca ha competenze specifiche, quindi con lui faremo sicuramente qualche passo in avanti”.