Intervista

“Il 98 per cento degli incendi è doloso. Necessarie indagini più approfondite”

Gli incendi continuano a dilaniare la Sicilia, infatti, le elevate temperature causate dal cambiamento climatico favoriscono la regia che vuole la regione in ginocchio. Ma di quale regia stiamo parlando? Parafrasando Giovanni Falcone per trovare i colpevoli dei roghi dovremmo in primo luogo chiederci chi ci guadagna e partire dagli interessi dei diversi attori coinvolti. “Con la scorsa commissione abbiamo appurato che il 98% degli incendi sono dolosi: alcuni incendiano per rinnovare i pascoli, altri per vendetta, poi c’è il forestale che ha la preoccupazione di restare senza lavoro – ha riferito Roberta Schillaci, deputata regionale del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Antimafia dalla scorsa legislatura -. C’è dietro anche un sistema organizzato dalla criminalità, infatti, ho recentemente chiesto che sia costituita una commissione di inchiesta per capire le origini di questi incendi, che ci sono sempre stati, ma quello che è successo questa estate non è uno scenario normale. La sensazione è che il governo regionale sia sotto scacco, è necessario dunque fare un’indagine più approfondita. Ci sono molti interessi dietro, soprattutto nello spegnimento”.

Tra le richieste della rappresentante del Movimento 5 Stelle c’è quello di introdurre i volontari nell’azione di prevenzione e spegnimento degli incendi, oltre che di creare un coordinamento regionale boschivo, con il coinvolgimento del Wwf, di Legambiente e di tutte quelle associazioni che nel tempo si sono spese per la tutela del nostro territorio. “Il presidente Schifani ha annunciato di aver istituito un coordinamento unico per lo spegnimento, ma ancora è passato troppo poco tempo per essere attivo. Per il resto è rimasto tutto tale e quale – ha precisato ancora la Schillaci -. Il presidente ha annunciato un recupero dei fondi col Pon Legalità, per cui va fatto un bando e sicuramente passerà del tempo, ma cosa sta facendo il governo nell’immediato non mi è chiaro. Potrebbe, intanto, rendere attuabili le squadre di volontariato che possano presidiare il territorio. Inoltre, bisogna investire nelle nuove tecnologie per il monitoraggio a distanza, magari con delle termocamere per cui quando c’è un’alterazione di temperatura in un determinato luogo ne danno subito contezza. Poi c’è una nuova tecnologia utilizzata in Puglia, che è costata infinitamente meno di quelle che vuole utilizzare Schifani in Sicilia. In aula, infatti, il presidente ha parlato di utilizzare l’intelligenza artificiale per un costo di 30 milioni di euro”.

Un’altra innovazione richiesta è quella dell’istituzione del numero unico per le emergenze relativo agli incendi: “Nelle regioni a statuto ordinario in tutto ciò che attiene l’antincendio boschivo è prevista una sinergia tra tutti i corpi per gestire l’intero sistema antincendio – chiarisce ancora la deputata all’Ars dei 5Stelle –. Invece, nelle regioni a statuto speciale, soprattutto in Sicilia, la competenza sugli incendi boschivi è esclusivamente del Corpo Forestale, ciò è un problema perché ad oggi lavora con mezzi vecchi e numericamente insufficienti, ma soprattutto è carente di risorse umane. Finalmente è stato recentemente espletato un concorso e saranno arruolati 46 forestali annuali. Mi auguro che verranno immessi in ruolo a breve, perché il corpo forestale è molto datato, l’età media è 60 anni”.