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Aci Catena, Pd accusa la sindaca di tradimento. Ferro: “Rotazione assessori come da accordi”

ACI CATENA – “Questa amministrazione vuole andare avanti nell’interesse esclusivo della città, e sin dal principio ha fatto in modo di far sentire ogni anima della maggioranza importante per la realizzazione del programma”. Margherita Ferro, sindaca di Aci Catena, sceglie queste parole per cercare di placare le polemiche seguite a quelle che qualcuno, con ironia, nella città un tempo dedicata al limone verdello e oggi al passato legato ai principi Riggio, ha ribattezzato glass affair. Con un richiamo al vetro dal duplice significato: un rimando alla professione di Pippo Sorbello, il neo-assessore la cui nomina ha destabilizzato gli equilibri, e alla fragilità dei rapporti con parte della coalizione che ha sostenuto fin qui la prima cittadina.

Il riferimento è al Partito democratico, che nei giorni scorsi ha pubblicamente preso le distanze da Ferro: “La sindaca di Aci Catena ha tradito gli accordi elettorali attraverso cui si era ottenuta la sua elezione con l’apporto del Pd locale”, hanno dichiarato in una nota il segretario regionale Anthony Barbagallo, la segretaria provinciale Maria Grazia Leone e Paolo Bottino, storico segretario del circolo catenoto. A mandare in frantumi è stata la decisione di effettuare un cambio in giunta: fuori il dem Francesco Giannetto, dentro Sorbello, che dopo avere ottenuto l’elezione all’interno della lista che comprendeva anche il Pd e avere annunciato l’adesione ai democratici, a fine 2023 si è tirato fuori con tanto di polemica.

“Come mai il Partito Democratico regionale e locale non rispetta gli impegni politici programmati e sottoscritti? Si chiede chiarezza, affinché i cittadini possano valutare la serietà della classe dirigente”, è il testo di un manifesto apparso in giro per Aci Catena e firmato da Sorbello.

Il Pd fuori dalla giunta Ferro

Dal canto proprio, il Pd alla luce della nuova squadra di assessori che lo ha visto fuori dalla giunta ha attaccato a testa bassa: “Totalmente incomprensibile la decisione di escludere l’assessore del Pd. Un gesto – prosegue la nota dei dem – che si qualifica da solo, fidarsi di questa sindaca e della sua gestione è stato evidentemente un errore. Un gesto che non lascia spazio a ulteriori commenti, evidentemente è ostaggio di correnti e cacicchi soprattutto di quelli che già in finanziaria, con la scusa delle città sorelle, avevano pensato di avviare una squallida campagna acquisti”.

Di avviso del tutto diverso la sindaca Margherita Ferro

Ferro, contattata dal QdS, difende la propria scelta e si dichiara “sorpresa” dal tenore del comunicato del Pd. “Ci sono rimasta sinceramente male – commenta la prima cittadina –. In campagna elettorale si era concordata la designazione di Francesco Giannetto come assessore in quota Pd, ma si era anche deciso la rotazione degli assessori in modo da dare spazio a ogni componente della maggioranza. Sorbello – prosegue Ferro – è stato eletto nella stessa lista in cui era Giannetto, ha dato il suo contributo ed era giusto coinvolgerlo nella guida della città”. La decisione di puntare su un ventaglio di assessori in qualche modo a tempo determinato per Ferro è un punto di forza: “Serve a far sentire tutti importanti, ma tengo a specificare che non è una giostra dove si sale per il piacere di starci, io – assicura la sindaca – gli assessori li faccio lavorare sul territorio; e comunque anche senza essere assessori si può dare il proprio contributo alla maggioranza”.

Un tentativo di costruire ponti che però al momento sembrano non portare da nessuna parte. O perlomeno non certo verso una ricucita dei rapporti con il Partito democratico: “Se il posto in giunta era del Pd, la sostituzione avrebbe dovuto interessare sempre il Pd, non qualcuno che invece si è tirato fuori dal partito – è il ragionamento che arriva dai dem –. La domanda da fare alla sindaca è una sola: con chi ha concordato la nomina di Sorbello? La risposta è semplice: con nessuno”.