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Ad Augusta il Consiglio comunale approva il Dpss

AUGUSTA (SR) – Il Consiglio comunale di Augusta, con i soli voti della maggioranza grillina, ha approvato, dopo un accesa seduta, il Dpss, (Documento di programmazione strategica di sistema) presentato dall’Autorità di Sistema Portuale del mare della Sicilia Orientale.

Critiche le opposizioni che hanno lamentato il breve lasso di tempo avuto per visionare il Dpps e che, per tale motivo, hanno fatto richiesta di rinviarne l’approvazione per poterne studiare i contenuti e le osservazioni fatte dalla Giunta comunale. Difatti il Dpss, trasmesso dall’Adsp il 14 aprile, è stato discusso dalla Giunta comunale soltanto il 3 luglio e la deliberazione di Giunta è stata pubblicata il 6 di luglio nell’Albo Pretorio. Lo stesso documento è stato discusso dalla Giunta di Catania il 21 maggio ed è stato trasmesso, lo stesso giorno, al Consiglio comunale che lo sta ancora dibattendo. I consiglieri megaresi di opposizione non si spiegano il motivo di tanta fretta da parte dell’Amministrazione di approvare un documento di tale importanza che determinerà l’assetto della città di Augusta per i prossimi decenni. Il sindaco Di Pietro ha risposto che il documento era visionabile da tempo sul sito dell’Autorità portuale. Anche Legambiente e il Coordinamento Punta Izzo Possibile avevano chiesto all’Amministrazione di rinviare l’approvazione del Dpss e di tenere un tavolo di concertazione con i rappresentanti delle commissioni consiliari, le associazioni e le parti sociali, per approfondirne alcuni punti ritenuti “non chiari”.

Il presidente di Legambiente Augusta, Enzo Parisi, invitato all’ultimo momento in aula, ha detto: “Bisogna evitare delle decisioni che potrebbero condizionare o mortificare quelle scelte di uno sviluppo diverso che tutti auspicano. Non c’è né ragione né esigenza di fare ora in fretta”.

“L’Adsp nel Documento – prosegue Parisi – chiede di estendere le sue competenze su ulteriori tratti di costa e aree marine che includerebbero l’intero Golfo Xifonio fino a poco oltre il Faro Santa Croce. Non si comprende però quali sono le ragioni e l’utilità per cui questi tratti (che non sembrano possedere alcuna rilevanza ai fini portuali o del trasporto marittimo) debbano essere acquisiti dall’Adsp”. “Il Comune – conclude Parisi – non dispone ancora del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo e paradossalmente nel momento in cui ne disporrà non potrà più esercitare le sue competenze per quanto riguarda la pianificazione, il rilascio di concessioni demaniali e l’esazione dei canoni (che andrebbero all’Adsp)”.

Il presidente dell’Adsp, Andrea Annunziata, presente in aula, ha illustrato i benefici economici che proverranno dall’Unione Europea ma non ha dato spiegazioni sui quesiti posti dai consiglieri di opposizione e dal presidente di Legambiente. Il Coordinamento Punta Izzo Possibile ha reso noto che in una Conferenza dei servizi dello scorso 30 giugno sulla bonifica del poligono di Punta Izzo, il Comune di Augusta era assente.

Latitanza istituzionale inaccettabile – scrive il Coordinamento – considerato che la mancata partecipazione equivale ad un assenso senza condizioni. In compenso l’Amministrazione comunale si è affrettata a portare in Consiglio un torbido Documento di Pianificazione (il Dpss), varato dall’Autorità portale, che intende privare il Comune di Augusta della propria giurisdizione sulle coste, da Punta Magnisi a Capo Santa Croce”. Infine i segretari della Cgil di Augusta, Lorena Crisci, e della Filt Cgil provinciale, Ettore Piccolo, hanno chiesto un tavolo di confronto sul Dpps.