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Alcamo Marina, 45 anni fa l’uccisione di due carabinieri, strage senza colpevoli

Quarantacinque anni fa due carabinieri furono uccisi in quella che viene ricordata come come la strage di Alcamo Marina.

In quella notte del gennaio del 1976 il diciannovenne Carmine Apuzzo, originario di Castellammare di Stabia (Napoli), e l’appuntato Salvatore Falcetta, trentacinquenne di Castelvetrano (Trapani), furono sorpresi nel sonno da malviventi che entrarono nella casermetta “Alkamar” dopo aver forzato la porta con la fiamma ossidrica.

La scoperta dei cadaveri avvenne l’indomani all’alba, quando gli uomini della scorta dell’allora segretario del Movimento sociale italiano Giorgio Almirante, nel transitare lungo la statale che costeggia la località turistica, notarono la porta divelta.

Per esigenze legate all’emergenza sanitaria in corso, la cerimonia di ricordo non è stata celebrata, tuttavia “l’Arma – si legge in un comunicato dei carabinieri – non dimentica il sacrificio dei suoi uomini che, con spirito di dedizione, hanno pagato con la vita l’alto senso del dovere e l’attaccamento all’istituzione”.

La nota è stata diramata dal comando provinciale di Trapani a tutte le articolazioni dell’Arma nella provincia con la quale viene ricordato il sacrificio dei caduti.

Per la strage furono conndannati in quattro: uno morì, due si sottrassero all’arresto e il quarto, Giuseppe Gulotta, rimase in carcere per 22 anni, fino al 2012, quando un processo di revisione prosciolse lo prosciolse insieme a tutti gli altri.

La strage non ha ancora un colpevole.