Trapani

Amministrative a Misiliscemi, Progetto Comune guarda al 2022

TRAPANI – Un passo dopo l’altro. Anni scanditi da una proposta, quella di un nuovo Comune, e dallo scetticismo della politica ufficiale, soprattutto quella di Trapani che nelle frazioni, ora autonome, ha fatto man bassa di voti nel tempo. Poi la vittoria al referendum del 2018, uno spartiacque. Non è nato soltanto il Comune di Misiliscemi.

Ha preso forma ed ha trovato un’anima anche la comunità dei misilesi. Che hanno spezzato l’unità territoriale del capoluogo – via i territori di Marausa, Salinagrande, Fontanasalsa, Rilievo, Guarrato, Palma, Pietretagliate e Locogrande, quasi 9 mila abitanti -, non per isolarsi, ma per essere protagonisti. Per avere un ruolo. Pronti a far parte del sistema Trapani, ma con pari dignità, senza essere più trattati da cittadini di seconda categoria, da prendere in considerazione soltanto il giorno delle elezioni.

Nessuna “guerra” con Trapani ma neanche nessuna sudditanza. Si voterà, per la prima volta, l’anno prossimo. Da qualche giorno c’è un nuovo avamposto. L’Associazione, che ha gestito e vinto il referendum, ha deciso di ufficializzare la sua proposta politica. Da “Misiliscemi” a “Misiliscemi Progetto Comune”, con tanto di simbolo. Da Associazione a Movimento. Per non interrompere il lavoro iniziato oltre 15 anni fa. Perché uno “spettro” si aggira nelle campagne misilesi, quello di un tentativo di occupazione. Così è stata intesa una iniziativa del sindaco di Trapani Giacomo Tranchida e così è stato inteso un atto deliberativo della sua giunta. Il primo cittadino si è riunito con la sua maggioranza ed ha annunciato che la sua coalizione sta già lavorando per partecipare al voto.

Al suo interno ci sono rappresentanti consiliari dell’ex frazioni trapanesi. Ha poi approvato, in giunta, le direttive per il Piano Urbano Generale. Direttive che entravano nel merito di scelte territoriali del nuovo Comune. Direttive e scelte messe in campo in virtù di una convenzione tra i due Comuni. Quello di Misiliscemi ha fatto, finora, “base logistica” a Trapani, con Palazzo d’Alì che ha dato il suo contributo, come del resto previsto dalla legge, per consentire al nuovo Comune di avviare il suo percorso amministrativo.

Direttive e scelte che sono state però stoppate dal commissario straordinario Carmelo Burgio, che ha risposto con un’altra delibera. Dovranno essere il sindaco ed il consiglio comunale eletti nel 2022 ad occuparsi della pianificazione del loro territorio. Messaggio forte e chiaro che è arrivato a Trapani, con l’amministrazione Tranchida che non ha potuto far altro che prenderne atto. “Misiliscemi Progetto Comune” ha le sue idee per lo sviluppo del nuovo Comune. Si tratta di un’area strategica. Comprende la zona turistica di Marausa. Può contare sul porticciolo di Salingrande ed al suo interno ricade l’aeroporto. Il Movimento, oltre ad avere le idee chiare sulla crescita – legata alla tradizione agricola ed alle opportunità turistiche ed ambientali – ha anche un candidato sindaco in pectore. Salvatore Tallarita ha presieduto l’Associazione e si è conquistato i galloni di leader sul campo. Continua però a ripetere ed a scrivere che la via maestra rimane quella della partecipazione. “Noi vogliamo – ha sottolineato – una cittadinanza attiva, in grado di comprendere ed indirizzare consapevolmente le scelte che determineranno la vita in una comunità”. Ed ancora: “Il frutto di questo processo aggregativo, che costruisce e determina una visione strategica, è il progetto”.

Non a caso il disco verde al Movimento è arrivato a conclusione del primo corso di formazione politica che l’Associazione ha promosso per consolidare i vincoli di unità e di condivisione dei misilesi. Rispedita al mittente l’accusa di essere portatori d’interessi. Gli avversari – sempre più attivi – agitano lo spauracchio d’imprecisati interessi economici che potrebbero albergare in altrettante imprecisate speculazioni pronte ad insinuarsi tra le carte della necessaria pianificazione territoriale del nuovo Comune. Tallarita alza un muro. Nero su bianco: “A chi, maliziosamente, accusa il progetto misilese di essere portatore locale d’interessi rispondiamo che è assolutamente ovvio che coloro che rappresentano, di diritto, o animano, di fatto, una comunità non possono non avere a cuore e difenderne gli interessi, che sono ovviamente locali, perché riferiti ad un preciso territorio, ad una storia, ai suoi bisogni”. Come dire, noi giochiamo alla luce del sole.