Politica

Ars, Legge stabilità, oggi si ricomincia con l’esame in aula

Ieri, come molti prevedevano, hanno vinto ancora le opposizioni e la maggioranza che sostiene la Giunta guidata dal governatore Musumeci non è riuscita a chiudere la Legge di stabilità regionale.

Anzi, nella seduta fissata per stamattina, rimangono da sciogliere i nodi più complicati e in particolare l’art.2: “la vera finanziaria”, come l’ha definita qualche giorno fa il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè.

Ma, soprattutto, i riflettori dei gruppi parlamentari sono puntati sui cosiddetti ristori per le categorie produttive colpite dalla crisi economica dovuta alla pandemia: nel testo della Finanziaria, infatti, c’è ben poco.

Di Dio, “non c’è un euro”

“Incredibile e inaccettabile che non ci sia un euro nella Finanziaria regionale per imprenditori e commercianti, nonostante abbiamo spiegato che siamo noi il vero motore della produttività di una Sicilia che vive prevalentemente di terziario, servizi e turismo e che siamo noi a produrre il gettito fiscale indispensabile per fare la Finanziaria”.

Scatenata Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, dopo la riunione di ieri con Miccichè e l’assessore regionale alle attività produttive Turano.
“La loro risposta è stata: mi dispiace. Le imprese sono state ignorate. Questa è la realtà. La classe politica è stata troppo disattenta ai temi dell’economia reale”.

“Si parla di un ‘tesoretto’ di due o trecento milioni – ha aggiunto – che non può certo lasciarci soddisfatti visto che le nostre perdite di fatturato ammontano a svariati miliardi. Non abbiamo mai chiesto aiuti e non vogliamo assistenzialismo, ma dobbiamo essere messi in condizione di resistere sul mercato e la tempestività degli interventi ha un valore decisivo. Non possiamo aspettare tempi biblici”.

Del “tesoretto” aveva parlato l’assessore al Bilancio Gaetano Armao spiegando che si tratta di fondi extra regionali da riprogrammare, sui quali il governo ha già attivato colloqui con il ministro per il Sud, Mara Carfagna.

Le norme approvate ieri

Tra le norme approvate ieri sera alcune sono coperte con fondi regionali, altre con risorse extra regionali, già riprogrammate.

Al settore del noleggio con conducente vanno sette milioni di euro del Poc 2014/2020.

Quattrocentomila euro alle iniziative artistico-culturali del Taobuk Festival e del Taormina Film Fest.

Soldi per le sale cinematografiche

Cinque milioni di fondi Poc ai Comuni per nuovi interventi sulle sale cinematografiche e altrettanto alle imprese che gestiscono le sale stesse e per le imprese del settore dell’organizzazione, distribuzione, coorganizzazione e produzione di spettacoli dal vivo.

I fondi per le sale “alcune di grande pregio storico-artistico” ha sottolineato l’assessore regionale ai Beni culturali Alberto Samonà, rappresentano “attenzione nei confronti dei Comuni e vicinanza al mondo della cultura e dello spettacolo, che sta pagando conseguenze economiche pesanti a causa della pandemia”.

Le altre norme

Due milioni dal Poc per contributi a fondo perduto alle attività fotografiche, per esercenti che abbiano avuto dimezzato il fatturato.

E’ passata anche la norma che prevede una contribuzione aggiuntiva per i dipendenti regionali collocati in aspettativa sindacale, la semplificazione fiscale per le agenzie di viaggio.

Via libera poi a trecentomila euro per le imprese dell’area industriale della Valle del Dittaino danneggiate dal nubifragio del 23 settembre 2020.

Prorogati i termini per le cooperative giovanili fino al 31 dicembre 202, istituito presso il dipartimento attività produttive il fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

Arti marziali e Grana padano

Polemiche per l’approvazione della norma, voluta dal governo regionale, che riconosce come disciplina sportiva della Regione siciliana il “Koshido Budo”, un’arte marziale nata a Serradifalco (Caltanissetta) e paragonata in aula dal proponente, Michele Mancuso (Fi), al “Grana padano in Emilia”.

Il capogruppo del M5s, Giovanni Di Caro, aveva provocatoriamente proposto “il riconoscimento del gioco della lippa” e il presidente dell’Antimafia Claudio Fava ha sostenuto l’inopportunità di inserire una norma del genere in una finanziaria che dovrebbe dare risposte alle persone e alle imprese, che soffrono per la crisi economica dovuta alla pandemia.

Alla fine la norma è passata con qualche modifica: disciplina sportiva anziché arte marziale, mentre il Pd aveva chiesto di togliere dal testo “metodo educativo”.

Una scuola di Koshido Budo esiste a Serradifalco, Comune di quasi seimila abitanti del quale è originario il deputato Mancuso.