Politica

Ars, oggi la giornata clou per varare la Legge di stabilità

“Andremo avanti ad oltranza”.
Gianfranco Micciché, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, è intenzionato a chiudere entro oggi l’esame della Legge di stabilità, la Finanziaria regionale, per evitare problemi per la Regione nei pagamenti degli stipendi al personale, essendo in gestione provvisoria.

La sua decisione, Micciché, l’ha comunicata ieri a tarda sera, dopo dieci ore di seduta parlamentare, con l’intermezzo del confronto avuto con una delegazione di imprenditori guidata dalla presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio, mentre era in corso la manifestazione davanti a Palazzo dei Normanni.

La Finanziaria-lumaca, che ha dimostrato la fragilità della maggioranza che sostiene il presidente della Regione Nello Musumeci, sembra dunque a una svolta. E già cominciano i commenti trionfalistici di alcuni esponenti dei partiti di maggioranza, come la capogruppo dell’Udc all’Ars Eleonora Lo Curto, secondo la quale questa “Sarà una finanziaria di risposte che non crea più debiti e dà risposte attese da decenni”.

“Abbiamo tutelato – ha aggiunto – anche i diritti acquisiti dei pensionati regionali che non vedranno tagliate le indennità previdenziali e con un’altra norma abbiamo messo fine al sistema di riscossione regionale passando le funzioni della partecipata regionale ad Agenzie Entrate-Riscossione con la tutela del personale. E l’impegno preso dal presidente Musumeci di stanziare duecento milioni di euro per aiutare le imprese siciliane sarà presto concreto. Noi in parlamento siamo pronti a fare la nostra parte per fa uscire dalla crisi, dovuta alla pandemia, tutte le attività produttive della Sicilia”.

Meno certi di quest’ultima eventualità gli esponenti del Pd, che hanno fatto loro “l’appello di commercianti e imprenditori che hanno organizzato una manifestazione di fronte l’Ars: il loro, e quello dei tanti che stanno vivendo una condizione simile a causa della pandemia Covid, è un vero e proprio grido di dolore in nome nel diritto al lavoro”.

“Ci rendiamo perfettamente conto che la situazione- hanno detto il capogruppo Giuseppe Lupo e il parlamentare regionale Michele Catanzaro, vicepresidente della commissione Attività produttive all’Ars – è davvero drammatica, ma è inaccettabile che le misure inserite nella scorsa finanziaria regionale a sostegno del lavoro e dell’occupazione proprio in relazione agli effetti della pandemia, non siano mai state attuate dal governo Musumeci”.

“Siamo di fronte – hanno denunciato i due esponenti dem – a una Giunta regionale che non ha una strategia di supporto alle attività produttive e fino ad ora non è stato in grado di individuare le risorse necessarie: chiediamo quindi al presidente Musumeci di dire chiaramente se si potrà disporre di fondi extraregionali riprogrammabili per sostenere le categorie produttive nell’ambito della manovra finanziaria di quest’anno, in esame all’Ars”.

“A meno che – hanno aggiunto – il governo intenda riprogrammare i fondi comunitari disponibili in via amministrativa, a Palazzo D’Orleans, senza un confronto parlamentare: se è così, dica se dispone di un ‘tesoretto’, a quanto ammonta e come intende utilizzarlo”.

“Al di là dei ristori e degli interventi economici che dipendono anche dal governo nazionale – hanno concluso Lupo e Catanzaro – di certo abbiamo il dovere di migliorare e potenziare la campagna vaccinale in Sicilia, che resta la vera arma per poter superare l’emergenza. Ci faremo carico delle proposte avanzate dagli imprenditori e dai commercianti, di certo il loro appello non resterà inascoltato”.

Armao parla di “ristori”

E il “tesoretto” di cui parlano gli esponenti del Pd, secondo quanto affermato davanti all’Ars dall’assessore al Bilancio Gaetano Armao oscillerebbe tra duecento e trecento milioni di euro.

Il vicepresidente della Regione stima di poterlo recuperare dalla riprogrammazione di fondi extra-regionali e “sarà destinato a dare ‘ristori’ alle imprese, ai liberi professionisti e alle tante categorie che soffrono per la crisi economica provocata dalla pandemia”.

“La ministro Mara Carfagna – ha detto Armao – ci ha confortato sulla riprogrammabilità delle risorse e sulla tempistica. Con il Dipartimento Programmazione stiamo facendo la ricognizione delle risorse estraibili”.

Con un ordine del giorno l’Assemblea regionale indicherà alla Giunta Musumeci “le priorità”, quindi il governo presenterà il piano di riprogrammazione in commissione Bilancio dell’Ars.

Stabilizzazione Asu, tutti soddisfatti

Soddisfatte anche le opposizioni, intanto, dopo il via libera dell’Ars alla norma della Finanziaria che prevede la stabilizzazione del personale Asu.

Per i parlamentari del Pd (Giuseppe Lupo, Giuseppe Arancio, Anthony Barbagallo, Michele Catanzaro, Antonello Cracolici, Nello Dipasquale e Baldo Gucciardi) “si chiude una pagina di precariato lunga venticinque anni che riguarda lavoratori essenziali per il buon andamento delle amministrazioni comunali” anche se “il governo Musumeci ha respinto la richiesta del Pd di aumentare i fondi destinati alla stabilizzazione di ulteriori sei milioni per garantire almeno 18 ore di lavoro settimanali per il funzionamento degli uffici comunali”.

Per il capogruppo del M5s, Giovanni Di Caro, il merito va “alla norma del governo Conte e al lavoro del M5s in commissione quinta: si tratta di una giornata storica che mette la parola fine ad uno dei capitoli meno nobili della politica regionale siciliana”.