Lavoro

Assegno unico, l’Inps: “Lieve calo dei beneficiari in Sicilia”

PALERMO – Anche a settembre le famiglie siciliane hanno fruito dell’assegno unico: sono 686.094 i figli che hanno ricevuto l’assegno che è andato a sostituire il vecchio sistema per il nucleo familiare. In termini numerici, la Sicilia si trova al terzo posto della classifica delle regioni: al primo posto si pone la Lombardia, con quasi un milione e mezzo di assegni distribuiti dall’Inps, e al secondo la Campania, con poco più di 800 mila referenze.

L’importo medio mensile in Sicilia per figlio è di 161 euro, ben più alto della media nazionale, che si ferma a 146 euro. L’Isola, infatti, si trova dietro, per consistenza dell’importo, soltanto alla Calabria, che arriva a 167 euro. Gli importi più bassi, invece, si registrano in Valle d’Aosta, con 135 euro, e in Liguria, con 137 euro. L’assegno unico universale è stato un grande cambiamento per le famiglie italiane e siciliane, e sin dai primi mesi di erogazione l’Isola si è dimostrata pronta ad usufruirne. L’Auu è andato a sostituire, a partire da marzo scorso, gli assegni familiari, che venivano pagati ai lavoratori dipendenti mese per mese, direttamente dal datore di lavoro, che si poneva come sostituto d’imposta. Con l’introduzione dell’assegno unico sono anche state eliminate le detrazioni per figli a carico e tutti i bonus collegati alla nascita e poi alla crescita del bambino, come il bonus asilo nido.

Il nuovo contributo varia in base all’Isee valido al momento in cui si presenta la richiesta, ma se non si dispone del documento si può comunque ottenere l’assegno, che parte da un minimo di 50 euro mensili. Inoltre, viene erogato direttamente dall’Inps e l’accredito avviene tramite conto corrente o bonifico domiciliato. In generale, la misura spetta dal settimo mese di gravidanza per i nuovi nati, per ogni figlio con disabilità, senza un limite dovuto all’età, e per ogni figlio a carico, fino ai ventuno anni d’età. Per il calcolo dell’assegno unico, si tiene conto di una cifra base che cambia progressivamente in base all’Isee e all’età dei figli: il valore massimo è di 175 euro per ogni figlio con Isee fino a 15.000 euro e figli minorenni, mentre è il minimo è di 50 euro per ogni figlio con Isee pari o maggiore di 40 mila euro o assenza di Isee.

Sono previste maggiorazioni per chi ha più di due figli, a partire dall’assegno per il terzo figlio, per le mamme con età inferiore ai ventuno anni, per i figli con disabilità, per i genitori entrambi con redditi da lavoro.
Per l’annualità 2022, l’importo della maggiorazione transitoria dovuto ai nuclei familiari con almeno un figlio a carico con disabilità e con un Isee non superiore a 25.000 euro, a condizione dell’effettiva percezione nel 2021 di assegni al nucleo familiare, viene incrementato di 120 euro mensili. Per le domande presentate entro il 30 giugno scorso, l’adeguamento degli importi sarà conguagliato retroattivamente a partire dall’assegno di marzo 2022 e riconosciuto sino al 28 febbraio 2023. Per le domande presentate dall’1 luglio scorso, il pagamento dell’assegno è già adeguato ai nuovi importi. A decorrere dall’1 marzo 2023 torneranno ad applicarsi, per i figli maggiorenni affetti da disabilità, gli importi, suddivisi per fascia di età, previsti dai commi 5 e 6 dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 230/2021.

Infine, come previsto dal citato decreto-legge n. 73/2022, sono inclusi tra i beneficiari dell’assegno unico e universale i nuclei familiari orfanili, per ogni orfano maggiorenne, a condizione che sia già titolare di pensione ai superstiti e riconosciuto con disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.