Bellezza

Avventura e divertimento, nei parchi tematici c’è tutta la bellezza dell’estate

ROMA – Alcuni puntano sulla formula di destination resort, con strutture a tema dove i clienti possono pernottare, come nel caso di Cinecittà World, in un “castrum” dell’antica Roma, altri investono sulle attrazioni acquatiche, altri ancora, come Etnaland, mirano a ripetere i risultati del 2022, nonostante le criticità dovute all’incendio che ha colpito l’aeroporto di Catania a metà luglio.

Sono queste le strategie dei parchi italiani stretti tra inflazione e aumento dei tassi di interesse per la stagione 2023, per cui sono previsti 20 milioni di visitatori italiani e 2 milioni di turisti stranieri, a fronte dei 1,5 milioni del 2019, e un incremento del fatturato del 10/12%. I dati dell’Associazione parchi permanenti italiani – Confindustria mostrano come per l’estate 2023 sono stati investiti più di 120 milioni di euro nel settore. L’investimento ha generato anche un incremento del 20% dell’occupazione. E sono 30mila le persone impegnate in questo comparto, di cui 20mila stagionali e 10mila fissi.

“L’aumento del fatturato – spiega Luciano Pareschi, presidente dell’Associazione – potrebbe essere decisamente superiore se nei confronti dei mercati esteri non subissimo la penalizzazione dovuta alle norme sul secondary ticketing, che impongono alle vendite online un limite di 10 biglietti per transazione e l’obbligo di autenticazione degli acquirenti”. L’Associazione stima che la perdita del fatturato a causa di queste limitazioni si aggiri intorno al 5%, percentuale che raggiunge il 15% per i parchi che attraggono visitatori stranieri.

“Questo – sottolinea- scoraggia i big player del turismo internazionale che, a differenza di quanto accade per i parchi di altri paesi, non possono acquistare grandi quantitativi di biglietti da rivendere ai loro clienti o inserire nei pacchetti di viaggio”.

Nel complesso, aggiunge il presidente, la stagione mostra risultati allineati a quelli del 2019, l’ultimo anno prima delle restrizioni legate alla pandemia, anche se i dati definitivi dei visitatori per la stagione 2023 non sono ancora disponibili. “Ci aspettiamo una crescita, in linea con l’ottimo andamento del turismo in Italia e il ritorno dei turisti americani e dal Medio Oriente, che sono grandi appassionati di parchi divertimento. Rispetto ai circa 1,5 milioni di visitatori stranieri del 2019, contiamo di arrivare a quota 2 milioni, che si aggiungono agli oltre 20 milioni di visitatori italiani”.

Carenza di personale e aumento dei costi dell’energia e dell’inflazione sono tra le maggiori criticità riscontrate nel settore: “A differenza di altre categorie, come i trasporti o gli alloggi -spiega il presidente- i parchi divertimento non possono aumentare eccessivamente i prezzi, perché fronteggiano una domanda molto elastica e perderebbero immediatamente la loro popolarità. In questi anni di rialzo incontrollato dei prezzi, i biglietti dei parchi sono aumentati in media del 4/5%, quindi ben al di sotto rispetto all’andamento dell’inflazione e all’aumento dei costi”.

Nel 2022 il costo dell’energia è aumentato del 50/80% rispetto al 2019. “Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una diminuzione – aggiunge Pareschi -, derivante in parte dall’abbassamento dei prezzi e in parte dalle politiche di efficientamento volte a ridurre i consumi che molte strutture stanno introducendo. Tra queste, anche l’impiego di pannelli fotovoltaici con lo scopo di garantire l’autosufficienza energetica da fonti pulite”.