Lavoro

Avviso 22, pagamenti in ritardo pronta mobilitazione dei tirocinanti

PALERMO – Come ormai capita sempre più di frequente, gli avvisi emessi dalla Regione promettono mari e monti ma spesso si rimane con un pugno di mosche. Una condizione intollerabile, quando tanti giovani hanno investito tempo e impegno e energia senza ricevere quanto promesso in cambio.

L’Avviso 22, del valore di 25 milioni di euro, doveva finanziare percorsi di tirocinio della durata sei mesi, o dodici nel caso in cui si tratti di percorsi in favore di soggetti disabili e svantaggiati. Ai tirocinanti doveva essere corrisposta una indennità pari a 500 euro mensili, mentre a carico dei soggetti ospitanti sono sia la copertura assicurativa dell’Inail sia la polizza per responsabilità civile verso terzi. Se a conclusione le ditte assumeranno i tirocinanti, verrà riconosciuto un bonus occupazionale fino ad un massimo di 14 mila euro nel biennio.

Ad oggi, i tirocinanti non sono stati pagati, se non in pochi casi, e i giovani si stanno organizzando per una mobilitazione di gruppo, per cercare di smuovere la situazione in stallo da troppo tempo. È stata creata anche una pagina Facebook, dal nome “Avviso 22/2018 Tirocini extra-curriculari Regione Sicilia”, in cui si discute della possibilità di organizzare una manifestazione a Palermo a strettissimo giro di posta, per rendere il tutto più visibile.
I tirocinanti sono convinti della necessità di trovare strade alternative per farsi sentire negli uffici regionali.

Le uniche comunicazioni pervenute sono di pazienza e attesa. I giovani non sono più disposti ad aspettare, e della loro condizione si sta interessando anche lo studio legale dell’avvocato Santi Delia: “In tanti ci hanno segnalato il mancato pagamento da parte della Regione Sicilia dei tirocini extracurriculari – afferma il legale -. Lo studio ha deciso di accogliere le richieste dei tirocinanti volte ad ottenere il giusto pagamento in tempi equi ed ha già svolto diverse riunioni telematiche con gruppi di aderenti. Per recuperare le somme è possibile procedere con un atto di diffida ed intimare la Regione al pagamento di quanto dovuto. Ove, trascorsi i termini, la Regione continuasse a non procedere al pagamento, sarà possibile procedere con ricorso per decreto ingiuntivo così da diminuire notevolmente i tempi per ottenere giustizia”.

Della vicenda si era occupata più volte anche “Striscia la notizia”, noto tg satirico di Mediaset, con una serie di servizi sino a pochi giorni fa. Proprio alla fine dello scorso anno era stata dimostrata da parte degli uffici regionali l’intenzione di snellire i processi per poter finalmente sbloccare i pagamenti: è stata emessa una direttiva a tutti i centri per l’impiego della Sicilia, da parte del dirigente generale del dipartimento regionale al Lavoro, Gaetano Sciacca.

La scelta è quella di introdurre nel processo i centri per l’impiego: “I centri per l’impiego verificheranno, con dettaglio – ha scritto Sciacca – la documentazione a corredo delle domande di rimborso prima della trasmissione al servizio monitoraggio e controllo della Regione”.
Se la documentazione prodotta dovesse risultare incompleta, i Cpi saranno tenuti a richiedere le necessarie integrazioni ai soggetti promotori, dando il termine perentorio di 7 giorni per provvedere alle necessarie integrazioni.

Nel caso in cui la documentazione richiesta non dovesse essere prodotta entro i termini, si procederà al taglio parziale o totale dell’indennità del tirocinante ed il centro per l’impiego segnalerà, nella check list di controllo, l’inadempienza a carico del soggetto promotore, fornendo al servizio monitoraggio e controllo le motivazioni per il taglio del contributo. In questo modo il lavoro di controllo verrà distribuito su più uffici e più operatori, velocizzando le procedure per il pagamento. Evidentemente, però, questo sistema non ha funzionato.