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Badanti scomparsi a Siracusa, fermato il datore di lavoro

Gli agenti della squadra mobile di Siracusa hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di Giampiero Riccioli, 50 anni, accusato di duplice omicidio ed occultamento di cadavere.

Ieri pomeriggio nella sua villa in contrada Tivoli, a dieci chilometri da Siracusa, la polizia ha ritrovato dei resti umani che potrebbero essere riconducibili ad Alessandro Sabatino, 40 anni e Luigi Cerreto, 23 anni, casertani, scomparsi dal 12 maggio del 2014.

I due lavoravano nella villa come badanti del padre di Riccioli.

“Le ricerche hanno consentito di individuare i resti di due persone sepolte nel terreno di pertinenza della villetta di Giampiero Riccioli, la stessa nella quale i due giovani soggiornavano al momento della loro scomparsa. Sui resti sono in corso i necessari accertamenti medico-legali, ma il rinvenimento ha permesso di completare il quadro indiziario a carico di Riccioli che ha consentito l’emissione ed esecuzione del decreto di fermo nei suoi confronti per omicidio e soppressione di cadavere”.

Così il procuratore generale di Catania Roberto Saieva che ha coordinato le indagini con il sostituto procuratore generale Rosa Miriam Cantone su Alessandro Sabatino, 40 anni e Luigi Cerreto, 23 anni, casertani, scomparsi dal 12 maggio del 2014.

Stanotte è stato eseguito il decreto di fermo nei confronti di Giampiero Riccioli, 50 anni, datore di lavoro dei due badanti scomparsi con i quali aveva avuto forti attriti. Le indagini erano state avocate dala Procura generale etnea nel settembre 2020.

“Già nella prima fase delle indagini era stata formulata l’ipotesi che Alessandro Sabatino e Luigi Cerreto fossero rimasti vittima di un omicidio a Siracusa, non potendosi ritenere credibile l’ipotesi alternativa di un loro allontanamento volontario, posto che in data 12 maggio 2014 avevano interrotto ogni comunicazione telefonica, non avevano avuto più alcun contatto con i loro familiari, non erano stati segnalati in alcun luogo”.

Il procuratore Saieva evidenzia che “le indagini iniziate tardivamente, in quanto solo il 16 gennaio 2015 era stata formalmente denunciata, presso il commissariato di Aversa, la scomparsa dei due giovani da parte dei familiari si erano presto orientate nei confronti di Giampiero Riccioli”, che non aveva fornito “una versione attendibile in ordine alle circostanze della loro partenza e che era da considerare provata l’esistenza di suoi sentimenti di ostilità nei confronti degli scomparsi”.