Inchiesta

Le bellezze dell’Isola sono già da premio Oscar ma la Regione non riesce a vedere oltre See Sicily

L’inconfondibile scalinata della Cattedrale di Noto irrompe, quasi sul finale, nel trailer dell’attesissimo Cyrano di Joe Wright. Quella che è diventata una delle immagini simbolo dell’architettura barocca siciliana (complici, anche, la sua innegabile “instagrammabilità” – passateci il termine – e la scelta della chiesa come location del “royal wedding” dei social, quello tra Chiara Ferragni e Fedez) compare nel video di presentazione del film e ci trasporta immediatamente in una Sicilia per certi versi “atipica”.

Per alcuni mesi, infatti, Noto e il siracusano si sono “adattati” alle necessità della produzione hollywoodiana: il risultato è un’ambientazione unica, quasi “mistica” che sembra scivolare dal barocco al fantasy. Palazzo Ducale, la Cattedrale, Palazzo Nicolaci, via Cavour, via Trigona, corso Vittorio Emanuele, la torre campanaria di San Carlo al Corso sono stati, di colpo, catapultati indietro nel tempo a quasi quattro secoli fa. È bellissima e unica la Sicilia vista così, tanto bella da farti chiedere: “Ma dove sono state girate le scene”, per poi prenotarci le vacanze alla prima occasione utile.

È un filone, quello del Cineturismo, che funziona e che, se accompagnato dalle giuste strategie da parte di Amministrazioni locali e Film Commission, può far da traino alla crescita delle tanto agognate presenze turistiche. L’ha dimostrato, per anni, il caso Montalbano.

Ma la pandemia ha messo il settore in ginocchio e per ripartire, adesso, bisogna puntare in alto. Lo sta facendo, almeno ci sta provando, una parte di Sicilia che ha ospitato nell’ultimo anno grandissime produzioni cinematografiche.

Il Cyrano di Joe Wright, presentato da poco alla Festa del Cinema di Roma, ha fatto un gran parlare di sé. Nessuno, nemmeno i più scaramantici, nascondono che si tratta di una produzione che punta all’Oscar. E le nomination potrebbero essere più di una: il cast è stellare (Cyrano è Peter Dinklage), il regista non ha bisogno di presentazioni e i costumi (italianissimi anche loro, peraltro) magistrali. La ciliegina sulla torta è Noto. Ma non solo. Non è infatti l’unica location siciliana, lo accennavamo prima, che ha ospitato il film. C’è anche Scicli, c’è l’Etna, c’è l’inconfondibile Castello Maniace, c’è il catanese Palazzo Biscari.

Cyrano non è l’unica grande produzione che ha messo gli occhi sulla nostra Isola. Sono appena terminate, infatti, le riprese di un altro “colossal”, seppur di tutt’altro genere. La Sicilia ha conquistato Indiana Jones. Le foto le abbiamo viste tutti: un Harrison Ford in giro per l’Isola accerchiato da fan in cerca di un selfie. Le riprese si sono mosse da una parte all’altra: da Segesta a Siracusa passando per Cefalù. Per vedere il film sul grande schermo, o anche solo per averne un’idea dal trailer, dovremo aspettare ancora un po’. Una cosa, però, è certa: le aspettative sono altissime, complice anche il fatto che le riprese (e la conseguente uscita) sono state rimandate più e più volte in questi ultimi due anni causa pandemia.

La Sicilia, insomma, punta all’Oscar. E non solo. Punta al grande pubblico. Quello appassionato di Indiana Jones che aspetta il nuovo film da anni. Per trasformare gli spettatori in turisti, però, serviranno strategie vincenti e al momento la Regione sembra incapace di andare oltre il suo See Sicily. L’assessore al Turismo Manlio Messina, in occasione del recente Ttg Travel Experience di Rimini ha presentato i propri progetti per rilanciare i flussi post pandemia, annunciando una pianificazione finalizzata a “destagionalizzare, allungare la stagione e promuovere settori specifici come il turismo sportivo”. Nessun accenno alle possibilità offerte dal cineturismo.

Come fare, allora, per sfruttare questa straordinaria vetrina? Lo abbiamo chiesto a due sindaci, diretti interessati: Francesco Italia di Siracusa e Francesco Gruppuso di Calatafimi-Segesta.

Francesco italia, sindaco di Siracusa

“Un gruppo di esperti al lavoro per il supporto delle produzioni”

“Abbiamo fatto un gran lavoro per arrivare a questo risultato”. Così Francesco Italia alla domanda: Come si è arrivati alla trasformazione di Siracusa in un set a cielo aperto?

“Un lavoro – ha aggiunto – che personalmente ho iniziato nel 2013 quando sono diventato vice sindaco e assessore con delega al Turismo del Comune. Una delle mie prime azioni fu proprio quella di mettere in piedi una Film Commission comunale che si occupasse anche di dare risposte a tutte le produzioni che a vario titolo erano interessate a girare in città. Si tratta di un mondo in cui funziona molto bene il passaparola. Indipendentemente dagli investimenti diretti attivi che non ci sono stati, abbiamo creato una piccola ma efficiente macchina che mettesse in condizione tutti i produttori, dai piccoli ai grandi, di avere come interlocutore unico il Comune che fosse parte attiva nella richiesta, per esempio, dei permessi agli altri Enti del territorio come la Sovrintendenza o il Demanio. Per le produzioni è molto più comodo avere un unico interlocutore e quando cominciano a trovarsi bene in un luogo poi col passaparola si diffonde l’idea che, Siracusa, per esempio, è un ‘set’ in cui le cose funzionano. Diamo la massima disponibilità in termini economici, quando è possibile prevediamo agevolazioni, mettiamo a disposizione le nostre squadre di Vigili che sono sempre gli stessi e che quindi hanno maturato una certa esperienza nel campo, un know how importante per queste produzioni”.

Il ritorno d’immagine – ha aggiunto – è altissimo. Le ricadute numericamente non sono facili da calcolare ma sicuramente tutte queste attività, dagli spot televisivi a fiction e pellicole cinematografiche, concorrono a determinare un aumento di presenze. L’unico modo concreto per valutare l’impatto reale è monitorare come cambia il turismo in otto-dieci anni e capire quanto anche questo tipo di attività fanno parte di quel paniere che costituisce un driver per il turismo culturale. Basta vedere quello che è successo, per esempio, in tutto il ragusano con Montalbano. Quando parliamo di colossal come il Cyrano o Indiana Jones, se tanto mi da tanto, l’impatto sarà significativo. Una delle scene più importanti del Cyrano si svolge all’interno del Castello Maniace. Questo probabilmente porterà una percentuale del pubblico che assisterà al film a chiedersi: ‘Ma dov’è questo posto?’. E quindi poi magari a decidere di far le vacanze sulla base della fascinazione che quelle immagini hanno determinato in lui”.

“Chiaramente – ha sottolineato – ex post, dopo l’uscita in sala dei film, valuteremo campagne mirate. Ancora non abbiamo visto il girato di Indiana Jones, non sappiamo quante e quali scene verranno mantenute e quali luoghi finiranno sul grande schermo. Se Siracusa avrà un ruolo fondamentale certamente non potremo che utilizzare questa pubblicità e cavalcarne l’onda accoppiandovi una comunicazione dedicata”.

E sull’Oscar? Italia sulla questione è cauto: “Parliamo di qualcosa che è ancora molto lontano. Noi abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con la Sicilia Film Commission, quindi, se dovesse capitare, ci sarà piena collaborazione su promozione e tutto il resto. Accogliere chi viene da fuori, colpito e innamorato dal nostro territorio, è la chiave per avere dei ritorni che per quanto non misurabili non hanno prezzo”.

Francesco Gruppuso, sindaco di Calatafimi-Segesta

Un testimonial come Indiana Jones per promuovere tutto il trapanese

Di Cineturismo e promozione del territorio, abbiamo parlato anche con il neo eletto sindaco di Calatafimi-Segesta, Francesco Gruppuso.

Al momento della sua elezione a sindaco ha trovato la città trasformata in un set cinematografico per le riprese dell’ultimo Indiana Jones. Lo sviluppo del Cineturismo come strumento per far conoscere le bellezze del territorio è uno dei punti del suo programma?
“Il turismo è uno dei punti cardine del mio programma, è fondamentale per lo sviluppo economico di Calatafimi. Alla primissima Giunta abbiamo approvato l’adesione all’Associazione Borghi dei Tesori. Già questo ci permetterà di rilanciare il turismo come non era stato fatto fino a ora. Il nostro sarebbe il primo Comune della provincia di Trapani ad aderire all’Associazione e questo mi inorgoglisce molto. Abbiamo l’iniziativa ‘Case a un euro’ che sta già coinvolgendo molti attrattori turistici. Le riprese di una grande produzione internazionale come quella di Indiana Jones sicuramente aiutano però in questo caso sono state effettuate esclusivamente all’interno del sito archeologico di Segesta quindi non hanno coinvolto direttamente la città. È chiaro che il ritorno in termini economici e di presenze turistiche ci sarà sicuramente ma speriamo che in futuro ci saranno altre produzioni in cui inizieremo a entrare con le macchine da presa direttamente dentro la città. Vogliamo assolutamente accogliere le grandi produzioni”.

Quanto è importante la collaborazione tra i Comuni in casi come questo?
“Importantissima. Abbiamo già avviato nel comprensorio un lavoro insieme ai sindaci di Castellamare e di Alcamo per fare squadra a tutto tondo sul turismo. Nel territorio abbiamo le terme, i sentieri naturalistici, tantissimi tesori che insieme dobbiamo promuovere. Sicuramente una produzione cinematografica nel territorio che coinvolga il comprensorio non può che aiutarci a raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo”.

L’Amministrazione comunale ha già in programma delle iniziative a tema per attirare i visitatori una volta che la pellicola verrà proiettata nelle sale di tutto il mondo?
“Sì, ci lavoreremo. L’adesione all’Associazione Borgo dei Tesori ci permetterà di sviluppare degli itinerari mirati all’interno della città collegati con Segesta. Abbiamo un itinerario nella Valle del Caggia che collega proprio Segesta con Calatafimi, abbiamo delle iniziative che andremo ad approfondire con il Gal Elimos che riguardano proprio sviluppo e promozione turistica . Nel territorio ci sono inoltre diversi B&b e agriturismi pronti a fare squadra. Ci stiamo avviando in una fase nuova di attenzione e di sviluppo turistico”.

Una parte importante sarà quindi la sinergia tra Amministrazione e realtà imprenditoriali del territorio…
“Assolutamente sì. La sinergia è alla base di tutto, da soli non si va da nessuna parte. Fino ad ora è mancata la parte istituzionale. In questi cinque anni, invece, le Istituzioni faranno la loro parte, si farà squadra tutti insieme. Inizia un nuovo corso”.