Economia

La Regione lavora al riassetto delle Camere di commercio della Sicilia, c’è la nomina di un consulente

Sarà l’avvocato Aldo Russo, come consulente esterno del dipartimento regionale delle Attività produttive, ad occuparsi dell’“analisi giuridica del quadro normativo vigente sulle Camere di commercio della Sicilia, al fine di una razionale armonizzazione con la normativa nazionale anche in materia giuslavoristica a salvaguardia di lavoratori dipendenti”. È stato siglato l’incarico di consulenza tra il professionista e gli uffici regionali per lavorare al riassetto organizzativo delle Camere di commercio della Sicilia; la collaborazione si protrarrà fino al 31 dicembre 2025, per un compenso lordo mensile di 1.250 euro, oltre Iva e oneri riflessi e il rimborso delle spese sostenute, in conformità al decreto presidenziale 18 aprile 2023, n. 536/GAB che stabilisce i compensi per gli esperti e consulenti del presidente della Regione e degli assessori regionali.

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Un consulente necessario per le sue competenze specifiche

Una figura necessaria, perché non presente all’interno dell’organico regionale, con le competenze specifiche per poter lavorare alla riforma del sistema delle Camere di commercio siciliane. A maggio scorso è l’approvazione, da parte della giunta regionale, del sistema, definito dall’assessore regionale alle Attività produttive, che mantiene le Camere di Palermo – Enna, di Messina e del Sud – Est (Catania, Ragusa e Siracusa) e conferma l’istituzione prevista della Camera di Agrigento – Caltanissetta – Trapani. La riorganizzazione definitiva degli enti siciliani è arrivata dopo un lungo percorso amministrativo, iniziato con la riforma statale del 2017, in seguito anche ad alcuni pronunciamenti dei Tar. La riorganizzazione territoriale è stata approvata dall’assemblea nazionale dei presidenti delle Cciaa nel maggio 2017 e formalizzata dal decreto Mise del successivo 8 agosto. Infine, il decreto legge “Sostegni bis” n. 73/2021 ha dettato norme specifiche per la Regione Siciliana, dando facoltà alla Regione di riorganizzare il sistema camerale dell’Isola.

Un lavoro di concerto tra Regione e organizzazioni

La scelta dell’esecutivo regionale, che conferma le circoscrizioni territoriali deliberate dagli stessi consigli camerali, è stata preventivamente condivisa con Unioncamere Sicilia e le organizzazioni di categoria e sindacali, sentite nel corso di diverse consultazioni. Sempre a maggio scorso, era stata messa in calendario la discussione in riferimento alle anomalie e criticità relative al sistema pensionistico del personale camerale, il cui trattamento di quiescenza viene tuttora erogato dai singoli enti. A novembre, sull’argomento Camere di commercio e loro rimodulazione è intervenuta la Corte costituzionale; si tratta del secondo passaggio, dopo che il Cga aveva emesso l’ordinanza con cui è stato sospeso il giudizio, trasmettendo gli atti alla Consulta. Il Cga aveva accolto in parte l’appello proposto dal ministero per lo Sviluppo economico, che aveva espresso le proprie perplessità per l’istituzione della Camera di commercio di Catania e di quella che accorperebbe Ragusa, Siracusa, Caltanissetta, Agrigento e Trapani.