Province

“Carceri dell’Inquisizione” allo Steri, presentata una nuova app

Una App che attualizza e rende fruibili le “Carceri dell’Inquisizione” dello Steri di Palermo:  è stato presentato oggi  il progetto Erasmus+ “GAP Graffiti Art in Prison” (2020-2023) realizzato  nell’ambito del SiMUA, Sistema Museale d’Ateneo dell’Università degli Studi di Palermo, diretto dal prof. Paolo Inglese e il Rettore dell’Università degli Studi prof. Fabrizio Micari. 

Si tratta di una  nuova App rappresenta la perfetta sintesi tra contenuti storici, scientifici, artistici, ed è  scaricabile in maniera gratuita da Playstore e Appstore e utilizzabile con QRcode direttamente all’interno delle Carceri.

Dal 1605 al 1782, in 200 anni di repressione, in queste celle vennero rinchiuse più di seimila persone tra cui commercianti, letterati, nobili, frati e monaci, artigiani, schiavi, guaritori e guaritrici inquisiti per parole, pensieri e comportamenti avversi alla morale del tempo. 

Le loro tracce hanno dato luogo ad un’opera collettiva di grandi dimensioni, lasciando incise sulle pareti la testimonianza unica di quello che fu l’operato del Tribunale della Inquisizione spagnola in Sicilia. L’App offre un percorso di visita per gli adulti prestabilito all’interno delle celle ed un percorso di visita dedicato ai bambini, che saranno visivamente accompagnati da una mascotte con quiz e caccia al tesoro. A completamento un ampio repertorio descrittivo e fotografico, approfondimenti e notizie storiche sul periodo dell’Inquisizione tra cinema, letteratura, arte dell’ epoca.

 “Abbiamo voluto uno strumento  tecnologicamente avanzato in grado di rappresentare un ulteriore passo in avanti per la completa fruizione del nostro patrimonio, perché migliora senz’altro il servizio offerto e le forme di partecipazione e accesso dell’utenza a contenuti culturali, rendendo l’esperienza di visita più attrattiva ed immersiva, dimostrando quanto la nostra Università sia moderna e al passo coi tempi. La realizzazione di questa App è il risultato di politiche culturali efficaci e fattive di valorizzazione del patrimonio museale del nostro Ateneo – ha spiegato il Rettore, prof. Fabrizio Micari  e continua- Dopo il lungo periodo di stasi  abbiamo fortissimamente voluto la riapertura delle visite al Complesso Monumentale dello Steri, per dare un  segnale di ripartenza. In questo modo stiamo restituendo ai palermitani e non un luogo carico di storia, di emozione e di bellezze, come le Carceri dell’Inquisizione, il soffitto ligneo della sala magna, la Vucciria di Guttuso, a cui prestissimo si affiancheranno il viridarium trecentesco e il nuovo Museo dell’Università, e che rappresenta un vero unicum nel panorama nazionale ed internazionale” ha concluso.

“Questa App rappresenta la parte finale di un  progetto inedito ben più ampio che, per la prima volta,  renderà accessibile in formato digitale lo straordinario repertorio dei graffiti dello Steri. Grazie ad un team di lavoro interdisciplinare composto da storici, storici dell’arte, informatici, esperti di didattica museale  sarà possibile realizzare la musealizzazione delle carceri – ha aggiunto il Prof. Paolo Inglese direttore del SIMUA Sistema Museale d’Ateneo dell’Università degli Studi di Palermo.

“Il progetto GAP Graffiti Art in prison prevede per il triennio 2020-2023 attività scientifiche, artistiche, didattiche e sociali che riuniscono insieme istituzioni culturali internazionali diverse per farle dialogare attorno al tema di grande attualità e rilevanza sociale e culturale legato al mondo della detenzione penitenziaria di eri e di oggi ” ha continuato  Laura Barreca, responsabile artistica del progetto “GAP-Graffiti Art in Prison”.

Dopo avere scaricato l’App “Carceri dell’Inquisizione”, ci si reca all’interno del percorso museale e scansionando il QRcode, si avvia il percorso di visita.

L’App guida i visitatori alla scoperta delle Carceri dell’Inquisizione all’interno del percorso museale di Palazzo Chiaramonte Steri a Palermo, con approfondimenti storico-artistici e le descrizioni dei graffiti presenti nelle 14 celle delle Carceri descritte, così da trasformare l’esperienza museale in un viaggio di conoscenza delle celle presenti nei due piani del monumentale edificio seicentesco, sede del Tribunale del Sant’Uffizio. 

Il team di lavoro interdisciplinare, coordinato da Laura Barreca, è composto da Valeria La Motta, Enrica Zaccone, Francesca Balistreri e Gabriella Cianciolo. La programmazione e lo sviluppo dell’App sono a cura di GStudio ADV di Palermo. L’App è stata realizzata con la collaborazione di CoopCulture.

Manuela Zanni