Trasporti

Caro voli e Antitrust, molto rumore per nulla

PALERMO – Nulla di fatto per il caro voli in Sicilia per il quale il governo della Regione aveva fatto ricorso all’Antitrust, che invece ha fatto sapere, attraverso il segretario generale dell’Authority, Guido Stazi, che si appresta, “nelle prossime settimane”, ad archiviare l’istruttoria aperta a fine 2022. “Le evidenze raccolte – ha detto Stazi in audizione alla Camera – non hanno fornito elementi sufficienti a corroborare l’istruttoria.

Non vi sono elementi a concludere che le dinamiche dei prezzi siano state determinate da concertazione illecita tra gli operatori. L’eventualità di attuare misure cautelari è di difficile elaborazione – ha aggiunto il segretario – parlando dell’indagine conoscitiva avviata sul meccanismo degli algoritmi adottati dalla compagnie aeree per la definizione delle tariffe. Un’indagine avviata per capire se gli algoritmi contribuiscono in modo negativo a favorire equilibri di mercato non concorrenziali. Oggetto di approfondimento sono anche le modalità con cui vengono rese note le modalità di prezzo”. Stazi ha però aggiunto che “c’è la possibilità di imporre misure comportamentali e per questo le misure cautelari devono essere esercitate con grandissima attenzione. Se all’esito dell’indagine emergeranno problemi, sicuramente non si potrà intervenire sulle tariffe”. E alla domanda sulla mancata adesione di Ryanair alla piattaforma proposta dalla Regione siciliana per il contenimento delle tariffe per i collegamenti aerei Stazi ha risposto che “Su questo obiettivamente penso che aderire o meno a un accordo con un ente locale non rientra nelle nostre competenze e se saremo qui l’anno prossimo pensiamo di aver chiuso la nostra indagine”.

Deluse le speranze dei cittadini

Andranno così deluse le speranze dei cittadini “illusi” in un primo momento dalla possibilità di poter viaggiare soprattutto nei periodi più caldi per i trasporti a prezzi accettabili. La visibilità mediatica delle istanze del Governo regionale ha infatti creato troppe aspettative nella popolazione che adesso resterà delusa dal nulla di fatto. La vicenda come si ricorderà ha preso l’avvio in questo periodo dello scorso anno quando la giunta guidata dal governatore Renato Schifani ha dato mandato ad una struttura esterna per il ricorso all’Antitrust sulla questione del cartello tra Ita e Ryanair sulla rotta Palermo-Roma. Nel frattempo Schifani ha presentato l’iniziativa della compagnia aerea, Aeroitalia, di effettuare i voli da e per la Sicilia con prezzi calmierati per le destinazioni di Roma e Milano. Sempre Schifani aveva accolto con soddisfazione la notizia dell’avvio di un approfondimento da parte della Commissione europea sul caro voli con un’impennata del costo dei biglietti aerei per alcune località, tra le quali quelle siciliane.

“Siamo stati i primi a denunciare questo scandalo in due esposti all’Antitrust e all’Unione europea. Un aspetto che è stato giustamente sottolineato anche dalla commissaria Vălean quando dice che certe tariffe possono diventare una barriera per la connettività che penalizza soprattutto le Isole- aveva detto a suo tempo il governatore – ci aspettiamo che le autorità europee, pur nei limiti imposti dalle regole del libero mercato, possano intervenire per tutelare i viaggiatori, scoraggiando politiche tariffarie piratesche”.

“Che dire? Prendiamo atto della decisione dell’Antitrust – ha commentato, interpellata dal QdS, la senatrice M5s Ketty Damante – Purtroppo, cartello o non cartello tra le varie compagnie aeree, c’è di certo che a pagare sono sempre i cittadini, in particolare quelli delle isole. Vi sembra normale che un volo da Milano a Catania o a Palermo nel periodo natalizio venga a costare anche 700 euro? A me francamente no. Come giustificano le compagnie questi aumenti folli? E dov’è la politica? Cosa dicono e cosa hanno fatto soprattutto il presidente Schifani e il ministro Salvini per evitare questa follia? Evidentemente il leader della Lega è troppo impegnato nella sua lotta all’Interno del Governo con la Meloni, a costruire ponti immaginari e a vietare ai lavoratori il sacrosanto diritto di scioperare. I cittadini possono attendere”.