Trapani

Cimeli II Guerra mondiale per valorizzare il territorio

CASTELLAMMARE DEL GOLFO (TP) – Il turismo che fa storia, la storia che fa cultura ma anche impresa. Una Torre, una località mozzafiato come Scopello ed un’idea, che in poco tempo è riuscita ad imporsi, a trovare “mercato”.

Torre Doria è un monumento del 16esimo secolo. L’ha progettata Camillo Camilliani ed è una porta aperta sulla costa trapanese, quella castellammarese in particolare. Visitarla diventa un’esperienza dell’anima, tra i faraglioni e la Vasca della Regina. Un luogo unico, inimitabile, ad elevata biodiversità. Una storia che fa storia, perché legata anche ad un evento mondiale che ha tracciato il solco delle dinamiche internazionali: la Seconda Guerra Mondiale. Lì c’è una “Casamatta”, realizzata durante il conflitto bellico. Da lì è passato un frammento della “Operazione Husky”, lo sbarco degli Alleati in Sicilia per liberare l’Italia dal nazi-fascismo. In uno scenario di guerra c’è un elemento di unicità: da quella “Casamatta” non è partito un solo colpo. Non si è combattuto, così come confermano i dispacci militari che registrano la liberazione del territorio trapanese tra il 21 e 22 luglio del 1943.

La Torre ha comunque fatto la sua parte: è utilizzata come deposito di munizioni e come supporto logistico, consentendo di accogliere i militari. Ha pure consentito di organizzare un punto di osservazione ancora più alto rispetto alla postazione militare. L’area è privata ed è della famiglia Rubbio-Internicola dal 1500. Da qui, negli ultimi anni, l’idea di costruire e definire un progetto, un itinerario storico-paesaggistico per fare un salto di qualità nell’offerta turistica con la forza della storia. Un sito aperto alla comunità, che nel 2017 ha ricevuto il riconoscimento di “Fabbrica nel Paesaggio”, iniziativa in linea con le associazioni Unesco.

Davvero un marchio di fabbrica per l’imprenditoria che punta al recupero dell’ambiente ed alla difesa del paesaggio in tutte le sue articolazioni. Torre e “Casamatta” sono state, da poco, protagoniste di un nuovo tassello dell’idea. Hanno infatti ospitato un convegno sui sistemi difensivi nell’Isola. Storici e collezionisti non si sono fatti sfuggire l’occasione per discutere, per approfondire ma anche per osservare i cimeli che sono stati rinvenuti all’interno delle “Casematte” realizzate nell’Isola. Frammenti di storia di assoluto interesse, come due banconote della “AM Lira”, la valuta che il Governo Militare Alleato dei territori occupati mise in circolazione in Italia dopo lo sbarco in Sicilia. Il suo valore era di 100 “AM Lire” per un dollaro degli Stati Uniti. Poteva essere scambiato con la lira italiana, dato che tuttavia determinò una pesantissima inflazione e che, ha sottolineato lo storico Attilio Albergoni – tra i relatori del convegno -, dovrebbe portare a considerare l’intervento alleato e degli americani “una occupazione e non una liberazione”.
Cimeli messi a disposizione del convegno dal Gruppo Ricercatori Storici della Sicilia Occidentale e strumenti di studio che Flavio Coppola (GRSSO) ha indicato come elementi fondamentali per conoscere “come vivevano i militari che erano a presidio di queste postazioni militari. Sono rimasti per 3 anni in attesa di un avversario che non è mai arrivato”.

Al convegno non potevano mancare i collezionisti. L’alcamese Davide Giammanco è stato protagonista di un fuoriprogramma che l’ha portato a donare alla famiglia Rubbio-Internicola una bottiglietta di birra, ancora in buone condizioni, ritrovata nella zona della Cantina Sanpaolo tra Alcamo e Camporeale, area scelta dagli alleati come punto di riparo. La bottiglietta andrà ad aggiungersi agli altri cimeli che si trovano all’interno della “Casamatta”. Spazio all’interesse dei collezionisti anche con la Jeep “Willys-Ford”. Mezzo militare che sfiora il mito, al centro di diverse pellicole cinematografiche sulla guerra e quanto mai attuale. “Queste Jeep – ha sottolineato Giammanco – sono state rivoluzionarie. Hanno una meccanica che permette la trazione integrale, tutti i fuoristrada hanno come progetto di base la meccanica di questo automezzo”.

Quella presente ed in esposizione al convegno ha “combattuto” sulla Linea Gotica in Toscana, ma ci sono collezionisti di Jeep che rimandano al territorio alcamese. L’idea della storia che si fa turismo non poteva che approdare alle nuove iniziative che sono già in cantiere. Per Gabriele Rubbio-Internicola è arrivato il momento di “riqualificare dal punto di vista storico ed ambientale la macchia mediterranea che circonda questi luoghi. Un progetto che punta sulla ricerca storica del sito”.

Il fratello Pierluigi ha ribadito la necessità di “monitorare tutte le piante della macchia mediterranea per vedere cosa manca per poterla integrare”. L’idea è dunque forte ed è soprattutto realtà; un percorso naturalistico e storico della fascia costiera, con l’obiettivo di salvaguardare e rilanciare due patrimoni, quello storico-culturale e l’altro ambientale e faunistico. Missione compiuta? Decisamente sì.

Vito Manca