Cultura e Spettacoli

Cinema, “La notte non è pronta” in diretta streaming

A partire da lunedì 12 luglio 2021 alle ore 19 (orario della diretta streaming) sarà visibile sul profilo facebook di Gioacchino Palumbo e del Teatro del Molo 2 “La notte non è pronta”, na video-testimonianza del Laboratorio di Arte Drammatica diretto dal regista catanese e tratto da “Antigone” di Sofocle, “Antigone” di Valeria Parrella, “L’amore di Fedra” di Sarah Kane, “Oh Dio mio!” di Anat Gov, “Giorni Felici” di Samuel Beckett, “Autunno e Inverno” di Lars Norén.

“Il tema della sfida, o della resa dei conti – ha spiegato Palumbo – , costituisce il filo rosso che abbiamo scelto per orientare la composizione drammaturgica del progetto finale del Laboratorio di Arte drammatica 2020-21 del Teatro del Molo 2. Abbiamo lavorato, negli ultimo mesi del corso di recitazione, su scene tratte da diversi autori, ognuna delle quali scelta perchè offre spunti di riflessione su questo tema. Questo lavoro è culminato in un filmato, che abbiamo voluto condividere come testimonianza di questo percorso”.

Il primo quadro, dunque, è tratto dall’Antigone di Sofocle, uno dei capolavori assoluti della drammaturgia di tutti i tempi.

“Antigone, figlia di Edipo – ha sottolineato il regista – si staglia come una figura capace di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, di affermare un ethos irriducibile ai condizionamenti, di essere pronta ad accettarne le conseguenze e a pagarne il prezzo. Nella scena prescelta, Antigone, che ha dato sepoltura all’amato fratello Polinice nonostante l’editto emanato dal re Creonte che lo vieta categoricamente, viene arrestata e condotta alla presenza del re, fratello di sua madre Giocasta. Nell’aspro confronto la giovane donna sfida apertamente le ragioni di Creonte, in un gesto coraggioso di disobbedienza civile”.

Il personaggio di Creonte si ritrova anche nella originale e intensa rilettura di Valeria Parrella dello stesso testo sofocleo.

“La drammaturga italiana – ha affermato Palumbo – si confronta col mito di Antigone, che non ha mai smesso di porci domande scottanti, in una rilettura rispettosa dell’originale ma che attualizza il tema della disobbedienza civile, legandolo anche al tema delicatissimo della eutanasia.Nella azione scenica confluita nella nostra drammaturgia, Emone, figlio di Creonte, promesso sposo di Antigone, tenta disperatamente di convincere il padre Creonte a liberare la sua amata dalla prigione in cui è rinchiusa dopo la implacabile condanna che ha subito. Il dialogo diventa uno scontro dove si contrappongono la rigorosa osservanza delle regole e le ragioni degli affetti privati”.

Anche “L’amore di Fedra” di Sarah Kane è una rivisitazione di un personaggio femminile della mitologia greca classica, appunto Fedra.

L’autrice inglese, esponente di primo piano della “new angry generetion, ne esplora la figura, e gli abbissi della sua passione amorosa, rileggendo Euripide, ma anche la più cruenta versione di Seneca. La scrittura drammatica dell’autrice richiama anche le atmosfere dei più cupi drammi storici scespiriani, del “Coriolano, di “Tito Andronico”.

“Col suo stile – ha spiegato il regista – caratterizzato da dialoghi asciutti, maniacalmente crudi, brutali, inseriti in una struttura compositiva rigorosissima, quasi classica, Sarah Kane, ambientando l’opera in epoca contemporanea, nella casa reale inglese, da’ voce al profondo disagio esistenziale di una generazione che si sente immersa in una umanità devastata e in una società alla deriva. Nella azione scenica prescelta Strofe, figlia di Fedra, sconvolta perché sua madre si è impiccata lasciando una lettera in cui accusa il figliastro Ippolito di averla violentata, irrompe nelle stanze del fratellastro, un giovane disilluso e ribelle, per scoprire la verità sull’accaduto”.

In ” Oh Dio mio!” della scrittrice israeliana Anat Gov, un testo caratterizzato dall’umorismo sottile e divertente tipico della migliore tradizione yiddish, ci ritroviamo nel pieno di una seduta psicoanalitica.

Il misterioso paziente, che ha chiesto un consulto urgente, si rivelerà essere il Dio dell’Antico Testamento in persona, un Dio depresso, scoraggiato, svagato, profondamento deluso dai comportamenti irresponsabili dell’umanità. Al terapeuta restano solo cinquanta minuti, il tempo di una seduta, per convincerlo a non distruggere definitivamente l’umanità con un nuovo diluvio.

In “Giorni felici” di Samuel Beckett, Winnie, una donna di mezza età, immersa fino alla vita in un piccolo monticello di sabbia (le sabbie del tempo), parla senza sosta in tono frivolo e nostalgico, evocando per se stessa una felicità inesistente, raccontando frammenti di ricordi per riempire di parole le giornate. E’ un ritratto indimenticabile che esemplifica con tratti essenziali la visione desolata, ma ostinatamente consapevole, che Beckett ha della condizione umana.

“Una condizione – ha affermato Palumbo – , nella visione esistenzialista dell’autore, vissuta in una prospettiva dominata dalla insensatezza, in cui gli esseri umani trascorrono il breve intervallo di tempo della propria vita immersi in un gioco di illusioni, in una specie di miraggio. L’interminabile flusso di parole di Winnie, i suoi ripetuti rituali quotidiani, i suoi “assurdi” segni di tenerezza, diventano allora una sfida al tempo, ad un vissuto privo di senso, al vuoto incolmabile delle sue giornate. Da qualche parte, inerme, quasi sempre muto, suo marito Willie sonnecchia, bofonchia, ridacchia.

Infine in “Autunno inverno”, Lars Noren, poeta e drammaturgo svedese, scomparso quest’anno a gennaio per il covid 19, scandaglia e indaga i nodi irrisolti della convivenza familiare.

“Un tema che – ha detto il regista – , insieme a quello degli aspetti problematici delle società borghesi, ha spesso trattato ed esplorato nei suoi scritti poetici e teatrali. Nella scena che abbiamo inserito nella nostra composizione un padre, una madre e una figlia si ritrovano a tavola in una aspra resa dei conti. Le due donne, sia pure con opposti intenti e motivazioni, provano ad infrangere l’apatia affettiva dell’uomo, sfidando il suo prolungato silenzio”.

LA NOTTE NON E’ PRONTA
un video di Gioacchino Palumbo, prodotto da Teatro del Molo 2 – Laboratorio di Arte Drammatica con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Catania.

Con
Pietro Calì, Carmelo Castrogiovanni, Lisbeth De Felice, Rossella Lizzio, Paolo Mancarella, Guglielmo Mocciaro, Antonino Santagati, Franca Scardilli, Giuseppe Sottile

Consulenza drammaturgica
Lisbeth De Felice, Rossella Lizzio, Guglielmo Mocciaro, Franca Scardilli.

Consulenza musiche
Lisbeth De Felice, Rossella Lizzio, Guglielmo Mocciaro.

Video editing
Stéphanie Marletta

Grafica
Valeria Asero

Assistente alla regia
Giada Rapisarda