Salute

Covid, incidenza in calo e sale l’Rt: Sicilia tra regioni a rischio basso

Sale l’indice di trasmissibilità Covid in Italia. Nel periodo 8-21 febbraio, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici “è stato pari a 0,94 (intervallo 0,85-1,12), in aumento rispetto alla settimana precedente”, quando era a 0,91, “ma ancora sotto la soglia epidemica”. Lo evidenzia l’Istituto superiore di sanità (Iss), riportando i dati principali del monitoraggio della Cabina di regia Iss-ministero della Salute su Covid. “L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è in lieve aumento ma rimane sotto la soglia epidemica: è stato pari a 0,97 (0,92-1,02) al 21 febbraio, contro il dato precedente di 0,93 (0,88-0,98) al 14 febbraio”, evidenzia l’Iss.

Stabile il numero dei ricoverati Covid nei reparti ordinari

Stabile il numero dei ricoverati Covid nei reparti ordinari degli ospedali d’Italia, e lievissima variazione nelle terapie intensive. Nel dettaglio, “il tasso di occupazione in terapia intensiva è all’1,4% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 2 marzo) contro l’1,3% (rilevazione giornaliera al 23 febbraio)”. Mentre “il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale” risulta “stabile al 5,2% (rilevazione al 2 marzo)”, stessa quota rispetto a quella rilevata al 23 febbraio, nel monitoraggio della settimana scorsa.

Zero regioni a rischio alto, 10 moderato e 11 basso

Questa settimana nessuna regione o provincia autonoma italiana è classificata a rischio alto per Covid. “Dieci sono a rischio moderato ai sensi del Dm del 30 aprile 2020 e 11” risultano “a rischio basso”. Lo sottolinea l’Istituto superiore di sanità (Iss) riportando i dati principali del monitoraggio della Cabina di regia Iss-ministero della Salute su Covid. Sono 15 le Regioni/Province autonome che riportano almeno un’allerta di resilienza e 4 quelle che riportano molteplici allerte di resilienza.

Sicilia tra regioni a rischio basso

Tra le 10 regioni/pa a rischio moderato – secondo quanto emerge dalla tabella che riporta la valutazione complessiva di rischio, e che l’Adnkronos Salute ha potuto visionare – c’è la Calabria, per la quale viene segnalata un’alta probabilità di progressione nel livello di rischio. E poi l’Emilia-Romagna, la Liguria, le Marche, il Piemonte, la provincia autonoma di Trento, la Puglia, la Toscana, la Valle d’Aosta, il Veneto. Sono classificate a rischio basso invece le rimanenti: Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Molise, provincia autonoma di Bolzano, Sardegna, Sicilia e Umbria.