Sanità

Covid, la variante Delta corre, allarme in Sicilia

La variante Delta corre in tutt’Italia: secondo il settimo rapporto diffuso dall’Istituto superiore di Sanità, ha scalzato la variante Alfa (inglese) e mette paura perché più contagiosa rispetto all’altra (tra il 40% e il 60%) e con “un elevato rischio per i non vaccinati”.

Dal tre luglio al sedici agosto l’82,4% dei tamponi sequenziati è risultato positivo alla variante Delta, mentre la Alfa è ferma all’8,0%, come risulta dai dati I-Co-Gen, la piattaforma per la sorveglianza genomica delle varianti attiva dalla fine di aprile. E se si considera solo il mese di agosto la percentuale è salita al 96,2%. Nel periodo esaminato ci sono stati 7.576 casi Covid da variante Delta sviluppatisi in Italia (93,4%) e 535 (6,6%) importati.

L’allarme variante Delta in Sicilia

E nella Sicilia che ha scongiurato la zona gialla per un soffio, la preoccupazione per l’andamento dei contagi e per la virulenza della variante Delta, cresce.

E l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza teme un ulteriore aumento dei contagi “nel mese di settembre e soprattutto nella prossima settimana”.

Ma, parlando a Sky Tg24, si è detto anche “ragionevolmente convinto che l’adesione alla campagna vaccinale, con alcune delle misure che si stanno adottando, farà registrare dei segnali positivi”.

Razza, insomma, punta sui vaccini, “strumento di prevenzione straordinario”, dicendosi convinto che “andando incontro ai cittadini e aumentando ancor di più il rapporto con i medici di medicina generale, potremo riuscire in questo obiettivo, tenuto conto che la Sicilia è la sesta Regione in Italia per il numero complessivo di dosi inoculate”.

Vaccini e bambini

Le forze politiche di destra hanno finora osteggiato il vaccino per gli under 12, ma, nel corso dell’intervista a Sky, l’assessore Razza ha rivelato che i quarantadue bambini ricoverati per Covid solo a Palermo e solo nel mese di agosto “Hanno un’età inferiore ai dieci anni”.

“Questi contagi – ha detto Razza – nella stragrande maggioranza dei casi, sono dovuti a contatti familiari. All’inizio erano legati al rientro dalle vacanze soprattutto dalla penisola iberica e da alcune aree dell’Europa. In questo casi abbiamo potuto evidenziare moltissime infezioni nate in un ambito familiare dove non c’era la vaccinazione”.

Obbligo vaccino per gli over 50

Per contro, come ha sottolineato lo stesso Razza, “oltre il 90% dei ricoverati in terapia intensiva non è vaccinato”.

E poiché il maggior rischio riguarda gli over 50, per questa fascia d’età, secondo l’Assessore “l’introduzione dell’obbligo vaccinale sarebbe un’assunzione di responsabilità da parte dello Stato”.

“E forse – ha aggiunto – renderebbe meglio del Green pass perché qualche polemica in più che ha determinato la certificazione verde è stata legata all’aver trasmesso la sensazione di volerlo utilizzare al posto dell’obbligo vaccinale”.