Sanità

Covid, Speranza,”Il nostro Natale dipende da noi”

“Il nostro Natale dipende da noi”.
Così può essere sintetizzato il pensiero del ministro della Salute Roberto Speranza che ieri sera, rispondendo alle domande di Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, ha definitivamente chiarito la linea del Governo sull’argomento.

Mentre da oggi in Austria torna il lockdown, anche se solo per i non vaccinati, e in Germania si torna allo smart working, per l’Italia il dato su cui si basa il ragionamento di Speranza è il seguente: salgono i contagi, ma ricoveri e terapie intensive sono, almeno per il momento, sotto controllo, mentre le terze dosi del vaccino anti-Covid già somministrate hanno quasi raggiunto quota tre milioni.
Di conseguenza, secondo il Ministro della Salute, “se continuiamo a insistere sui richiami per i vaccini e sulle prime dosi e comportamenti corretti possiamo limitare il più possibile eventuali misure: dipende dai nostri comportamenti e dalla campagna di vaccinazione”.

Questo perché, ha spiegato, “è necessario alzare i livelli di attenzione, manteniamo dunque le regole esistenti, monitoriamo l’evoluzione del quadro epidemiologico e adeguiamo le misure all’andamento della curva epidemiologica”.

“Intanto – ha aggiunto – scegliamo di accelerare sui richiami” perché “chi non si vaccina non aiuta sé stesso, gli altri e il nostro Paese”.

“Se una persona sta male, si cura”

“Vaccinarsi – ha puntualizzato – è davvero fondamentale. Penso che la nostra Costituzione ci dia un messaggio non negoziabile, un sistema universalista: se una persona sta male si cura, non può essere che chi non è vaccinato non venga curato o sia trattato diversamente”.

Un messaggio rassicurante lo ha inviato anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: “Sarà un Natale libero”, ha affermato pensando alle festività “in rosso” dello scorso anno.

Sulla stessa linea il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio che si è detto “preoccupato” per l’andamento del virus, ma ha detto: “faremo tutto quello che serve per lasciare aperto il Paese”.

E ha sottolineati come il Green pass sia l’unico strumento utile a “non fermare di nuovo l’economia: siamo all’86% di italiani che hanno avuto almeno una dose di vaccino, gli altri Paesi europei stanno più indietro e per questo ora stanno introducendo misure drastiche”.

A dare fiducia all’Esecutivo è anche il buon andamento del weekend di manifestazioni no vax svoltesi senza tensioni con l’esordio delle nuove regole sulla concessione delle piazze varate con la direttiva del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

Basta Green pass con il tampone

Tra gli scienziati ferve il dibattito sul rafforzamento delle misure. L’immunologo Guido Rasi, consulente del commissario Francesco Figliuolo, si è detto favorevole all’adozione di misure più drastiche, come l’obbligatorietà del vaccino e l’esclusione della possibilità di ottenere il Green pass attraverso il tampone: “così un 30% di positivi sfugge”, ha avvertito.

Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, ha proposto di togliere il certificato verde a chi rifiuta la dose booster.

Il Governo, per ora, frena, ma una valutazione sulla possibilità di introdurre interventi restrittivi si farà all’inizio di dicembre, con in mano i dati aggiornati su curva dei contagi ed andamento dei ricoveri.

La scommessa è quella di accelerare sulle terze dosi per arginare l’avanzata della quarta ondata che in altri Paesi europei sta facendo molti più danni, come il già citato caso dell’Austria,

In Italia il confronto tra i dati attuali e quelli del novembre dello scorso anno fa comprendere come sia remota l’ipotesi di lockdown, coprifuoco e zone rosse che hanno caratterizzato le passate festività natalizie.

Green pass a validità ridotta

Ma si potrebbe arrivare a un accorciamento della validità del Green pass, ora a dodici mesi sia per guariti che vaccinati.

Risale infatti allo scorso agosto il parere del Cts che alzò la scadenza del certificato, fino ad allora semestrale per i primi e di nove mesi per i secondi.

Gli scienziati valutarono allora che ci fossero le condizioni per estendere la durata del pass, ripromettendosi tuttavia di rivedere la posizione “qualora – si legge nel verbale della riunione del 27 agosto – emergano nuovi dati o siano pubblicati studi scientifici che orientino verso diversa conclusione”.

Ed in effetti gli studi sono ora concordi nell’indicare un calo consistente della protezione a partire da sei mesi dal vaccino.

Il Governo potrebbe dunque chiedere, in dicembre, un nuovo parere agli scienziati.

Intanto, si spinge sulle terze dosi che per ora sono state somministrate al 5% degli italiani. A giorni il “booster” sarà obbligatorio per il personale della sanità – il Consiglio dei ministri potrebbe deciderlo già questa settimana – mentre dal primo di dicembre potranno ricorrervi anche gli over 40.