Sanità

Covid, varianti galoppano, Battiston, “Prepararsi al peggio”

In Italia l’indice di contagio Rt è pari a 1,1 ed è aumentato di 18 centesimi in sette giorni: un andamento compatibile con una crescita di tipo esponenziale. È quanto emerge dai calcoli del fisico Roberto Battiston, dell’Università di Trento, basati sui dati della Protezione civile ma con risultati simili a quelli di Istituto Superiore di Sanità e Fondazione ‘Bruno Kessler’ che usano un flusso di dati più dettagliati ma non disponibili al pubblico.

“Nell’ultima settimana le cose sono rapidamente peggiorate, prima in una decina di province e poi in modo più esteso, al punto che in circa 40 province su 107 negli ultimi tre giorni si nota un chiaro accenno di crescita dell’indice Rt sopra 1, anche nei casi che una settimana fa erano sotto l’unità – dice Battiston -. La crescita coerente in molte province è un pessimo segnale: sembra che le varianti più contagiose del virus SarsCoV2 stiano iniziando a dominare sulle altre“.

Roberto Battiston, “Prepararsi al peggio”

Il fisico osserva che “una crescita dell’indice Rt di 18 centesimi in 7 giorni è molto rapido e confrontabile con quanto abbiamo visto a inizio ottobre, con la differenza preoccupante che allora partivamo da una presenza di infetti 8 volte più bassa di quella attuale“.

I circa 400.000 positivi attualmente registrati sono infatti, osserva “l’indice di quelli che sono presenti nella società, quindi un numero sicuramente molto più alto che in settembre”. In altre parole, per Battiston “siamo seduti su una tanica di benzina con il fiammifero che si chiama Rt”.

Un rischio già più volte annunciato

“Nelle settimane passate ho avuto occasione di ricordare più volte -aggiunge – cosa stavamo rischiando: con un indice Rt così vicino a 1 qualsiasi cosa ci avesse portati sopra 1 avrebbe rischiato di fare ripartire rapidamente l’ epidemia come sta succedendo ora che le varianti stanno prendendo piede; negli ultimi tre giorni abbiamo la netta indicazione che sta riprendendo con molto vigore la seconda ondata che non si è mai spenta”.

Il rischio, prosegue, è che “in pochi giorni l’epidemia possa raggiungere una tale crescita da mettere seriamente in difficoltà il servizio sanitario nazionale forse più rapidamente di quanto è successo in ottobre”. Basti pensare a quanto è accaduto a Natale in Gran Bretagna, quando la circolazione della nuova variante inglese ha costretto al lockdown totale per l’impossibilità di gestire la crescita velocissima dei casi. A due mesi di distanza la variante si è estesa a Francia e Germania fino a raggiungere l’Italia”.