Cultura

Dantedì, un giorno dedicato al “Sommo Poeta”: ecco perché si celebra il 25 marzo

Una giornata interamente dedicata al padre della letteratura italiana Dante Alighieri? Esiste, si chiama Dantedì e si celebra in Italia ogni 25 marzo.

La data non è casuale e gli amanti della cultura lo sanno bene. Ecco la storia di questa particolare ricorrenza e le curiosità sul “giorno di Dante”.

Dantedì, storia e perché si celebra il 25 marzo

In Italia, su iniziativa del Ministero della Cultura, dal 2020 si celebra la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. La giornata è stata istituita, su proposta dell’allora ministro della cultura Dario Franceschini, in occasione del 700esimo anniversario della morte del celebre poeta e autore della “Commedia” più conosciuta al mondo e talmente sublime da essere chiamata “Divina”.

Perché il Dantedì si celebra il 25 marzo? Facile: secondo la tradizione, in quel giorno dell’anno 1300 Dante si perse nella celebre “selva oscura”. Uno smarrimento “fisico” e spirituale, che portò all’inizio di un viaggio raccontato tra i versi della “Divina Commedia”.

L’iniziativa di una giornata dedicata al poeta fiorentino che ha fatto la storia della letteratura medievale mondiale è stata accolta con grande favore, non solo dagli studiosi e dagli amanti della cultura ma anche dagli studenti.

In occasione del Dantedì, infatti, i giovani delle scuole e delle università di tutta Italia si dilettano a organizzare letture, recite, incontri e perfino commemorazioni del grande poeta. Quella del 2023 sarà la terza edizione: le prime due – quella del 2021 e del 2022 – si sono svolte in formato digitale a causa del Covid. Quella di quest’anno, quindi, sarà la prima “in presenza”.

Immagine da Wikipedia