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Delta, Ciccozzi, su minore efficacia Pfizer servono più dati

“I dati forniti dal ministero della Sanità israeliano secondo cui la variante Delta diminuisce del 30% l’efficacia del vaccino Pfizer non sono certo definitivi. Servono i numeri di almeno altri due o tre mesi per capire bene se l’immunizzante regge o non regge. A oggi potrebbe trattarsi di una fluttuazione dovuta alla maggiore contagiosità della Delta, ma bisogna indagare più a fondo prima di tirare le somme”. Lo ha spiegato all’Ansa Massimo Ciccozzi, direttore dell’ Unità di Statistica medica ed epidemiologia del Campus Bio medico di Roma.

“I giovani sono più colpiti forse perché usano di meno la mascherina, ma bisogna fare molta attenzione: anche se si è vaccinati con due dosi la mascherina va messa pure all’aperto in presenza di altre persone, di assembramento. Lo sappiamo, fa caldo, è insopportabile, ma è necessaria per evitare il rialzo del numero dei contagi” “I numeri bassi che registriamo adesso in Italia – afferma Ciccozzi – consentono di accorgersi della presenza di un focolaio e di circoscriverlo. Le vaccinazioni stanno andando bene. Anche quegli over 60 più restii devono capire che l’immunizzazione evita di andare in ospedale o morire di Coronavirus”. “Insomma, direi che al momento bisogna stare molto attenti, ma restando ottimisti”.