Consumo

Diritto alla riparazione entro il 2021

ROMA – Niente più obsolescenza anticipata per smartphone e tablet entro il 2021. È questo uno degli obiettivi “dell’EU Circular Economy Action Plan”, il piano d’azione presentato dalla Commissione Europea per un Europa più pulita e competitiva.

Il nuovo piano d’azione, del dettaglio, annuncia iniziative per l’intero ciclo di vita dei prodotti, dalla progettazione e produzione al consumo, alla riparazione, al riutilizzo, al riciclaggio e al ripristino delle risorse nell’economia. Introduce misure legislative e non legislative e si rivolge a settori in cui l’azione a livello dell’UE apporta valore aggiunto. Il piano d’azione è al centro del Green Deal europeo, la tabella di marcia dell’UE per la neutralità climatica. La metà delle emissioni totali di gas serra proviene dall’estrazione e dalla lavorazione delle risorse. “Non è possibile raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050 senza passare a un’economia completamente circolare” – si legge nella nota pubblicata dalla Commissione Europea.

La Commissione lavorerà per rafforzare la riparabilità dei prodotti. L’obiettivo è quello di integrare un “diritto alla riparazione” nelle politiche dell’UE in materia di consumatori e prodotti entro il 2021. In termini di elettronica, l’Action Plan propone di istituire una “Circular Electronics Initiative” per aumentare una maggiore durata dei prodotti attraverso la riutilizzabilità e la riparabilità ed inoltre favorire l’aggiornabilità delle componenti e dei software per evitare l’obsolescenza prematura. È bene ricordare che l’UE ha già introdotto, lo scorso anno, il diritto alla riparazione per gli elettrodomestici come televisori e lavatrici.

Nei piani dell’Europa c’è la ferma volontà di adottare nuove misure normative per telefoni cellulari, tablet e laptop, compatibili con la direttiva sulla progettazione ecocompatibile, e di promuovere nuove misure normative sui dispositivi di ricarica per smartphone e simili. Verrà studiato anche un piano per sviluppare il cosiddetto mercato di seconda e terza mano, favorendo la restituzione o la vendita di vecchi telefoni cellulari, tablet e caricabatterie.

Non solo, l’UE punta anche a rendere riutilizzabili o riciclabili tutti gli imballaggi immessi sul mercato dell’UE entro il 2030. In tema di batterie e veicoli, la Commissione proporrà un nuovo impianto normativo per le batterie. Includerà misure per migliorare le percentuali di raccolta e riciclaggio di tutte le batterie e assicurare il recupero di materiali di valore, requisiti di sostenibilità delle batterie, il livello di contenuto riciclato nelle nuove batterie e la fornitura di informazioni ai consumatori. La Commissione proporrà la revisione delle norme sui veicoli fuori uso al fine di migliorare l’efficienza di riciclaggio, nonché regole per affrontare il trattamento sostenibile degli oli usati.

Secondo i dati raccolti dalla Commissione, applicando tutte le misure previste per l’economia circolare nella UE, il Pil trarrebbe un cospicuo beneficio, con un aumento dello 0,5% entro il 2030, creando, inoltre, ben 700 mila nuovi posti di lavoro. Per quanto riguarda le imprese in linea generale si pensa a ricompensare i produttori sulla base della performance di sostenibilità. Il processo legislativo è ancora in fase embrionale e le nuove normative dovranno essere approvate dagli Stati membri dell’UE e dal Parlamento europeo prima che possano diventare legge.