Sanità

Due milioni di vaccinati in Italia, allarme variante sudafricana

E’ stata superata la soglia dei due milioni di dosi di vaccino somministrate in Italia. Secondo i dati del Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, ad oggi pomeriggio sono 2.003.543 gli italiani vaccinati con la prima dose, mentre sono 659.565 quelli che hanno avuto la doppia dose”.

Nella settimana che si è appena conclusa, sottolineano gli uffici del Commissario, sono stati effettuati in media 78mila vaccini al giorno, “nonostante i ritardi delle consegne da parte delle aziende produttrici”.

Si è trattato, prevalentemente, della somministrazione della seconda dose. Attualmente, stando sempre ai dati del Commissario per l’emergenza, l’Italia “è il Paese europeo che ha il maggior numero di vaccinati, cioè di cittadini che hanno già effettuato sia la prima sia la seconda dose: 659.565 contro i 532mila della Germania e i 251mila della Spagna, mentre in Francia i cittadini già vaccinati non superano le 45mila unità. Siamo al terzo posto, inoltre, per vaccini somministrati in rapporto alla popolazione (1,07%), dopo la Danimarca e la Slovenia ma prima della Germania (0,64%), della Spagna (0,54%) e della Francia (0,07%)”.

La prima dose di vaccino, inoltre, è stata somministrata “alla totalità della platea di cittadini che rientrava nella cosiddetta fase 1: medici, infermieri, operatori sociosanitari e ospiti delle Rsa).

“Il piano vaccinale in Italia prosegue con efficacia – ha commentato Arcuri – Ora siamo concentrati sulla somministrazione della seconda dose e aspettiamo l’annunciata ripresa della consegna dei vaccini da parte dei produttori per proseguire in maniera ancora più accelerata”.

Studi preliminari in vitro hanno evidenziato una riduzione dell’attività neutralizzante contro la variante sudafricana del virus SarsCov2 nelle persone vaccinate con i vaccini Moderna o Pfizer-BioNTech rispetto alle varianti precedenti.

E’ quanto si legge nella nuova circolare del ministero della Salute “Aggiornamento sulla diffusione a livello globale delle nuove varianti SarsCov”. La circolare precisa come tuttavia i dati per ora siano “contrastanti”.