Enna

Rifiuti etnei verso Cozzo Vuturo situazione sempre più complessa

ENNA – Questione rifiuti ancora in primo piano in provincia, con i sindacati che hanno aspramente criticato la decisione della regione di stoccare i rifiuti provenienti dalla provincia di Catania nella discarica ennese di Cozzo Vuturo.

“La Regione Sicilia – ha affermato il segretario generale della Cisl di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Emanuele Gallo – pensa di risolvere l’emergenza rifiuti giocando ai quattro cantoni. Siamo ormai di fronte a una prassi consolidata. Dopo Timpazzo, a Gela, tocca adesso al territorio di Enna, senza curarsi dei problemi sanitari e dei rischi di una difficile convivenza civile, Non si può continuare a gestire il problema dei rifiuti addossandolo sulle spalle di pazienti cittadini ormai al limite dell’esasperazione”.

Gallo ha poi voluto puntare l’attenzione sul tema dei costi e sulle ripercussioni che questa gestione dei rifiuti potrà provocare alle tasche dei contribuenti. “Le scelte del Governo regionale – ha detto – tutt’altro che provvisorie, comporteranno nuovi esborsi e altri aggravi indiretti sulla viabilità delle aree interne della Sicilia centro-occidentale, che notoriamente versano in uno stato pietoso”.

“Siamo in una fase difficile – ha concluso il sindacalista – che non ammette logiche politiche, tentennamenti, superficialità. L’unica arma che abbiamo, per tutelare la salubrità dei territori di quanti li abitano, risiede nella progettualità. Bisogna uscire dall’usurata logica delle vetuste discariche. In molti Paesi la gestione della spazzatura è voce economica attiva che produce ricchezza e occupazione. I Fondi europei continuano a essere disponibili. Vanno sfruttati per riconvertire il processo di gestione dei rifiuti in economia circolare. Sollecitiamo scelte finalmente rapide e definitive per non condannare i cittadini alla perenne emergenza”.

La soluzione, su queste colonne, la indichiamo da anni: gli impianti di produzione di energia a base di rifiuti solidi urbani rappresentano una realtà consolidata da moltissimo tempo sia all’estero che nelle regioni del Nord Italia, ma ancora nella nostra regione si continua a cincischiare, condannando i cittadini a un’emergenza rifiuti che, oltre a essere igienico-sanitaria, sta diventando anche economica.