Inchiesta

Ex Province regionali, nessuna nuova e le strade e le scuole di competenza cadono a pezzi

PALERMO – Il caso delle ex Province regionali siciliane sembra rappresentare l’esempio perfetto di come da buone intenzioni possano nascere dei veri e propri disastri.

Come più volte scritto su queste colonne, l’idea di riorganizzare gli Enti intermedi della Sicilia, previsti all’interno dello Statuto, in Città Metropolitane e Liberi Consorzi era assolutamente condivisibile. Il problema è che la riforma avviata ormai otto anni fa dal Governo Crocetta si è rivelata pensata male e attuata peggio.

Un vero e proprio caos che si è protratto dal 2014 a oggi

Da quando infatti l’ex presidente della Regione ha annunciato in diretta Rai l’abolizione delle ex Province, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, così come si sono susseguite leggi regionali, commissariamenti, elezioni di secondo livello (vedi box) fissate e poi revocate. Insomma, un vero e proprio caos che si è protratto dal 2014 a oggi. E non senza conseguenze.

Sì, perché mentre per il funzionamento degli apparati (dalle spese per i dipendenti a quelli per le utenze e molto altro ancora) i soldi sono stati mantenuti negli anni, quello su cui si è tagliato pesantemente sono stati gli investimenti, con ripercussioni gravissime sulle competenze di Città Metropolitane e Liberi Consorzi… CONTINUA LA LETTURA. QUESTO CONTENUTO È RISERVATO AGLI ABBONATI

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