Trapani

Export, segnali incoraggianti per Trapani: +17,8%

TRAPANI – I numeri, complessivamente, ci dicono che l’export siciliano sta crescendo, ma relativamente alla Provincia di Trapani il terzo trimestre del 2021 segna un +17,81 contro un +35,7 del secondo trimestre dello stesso anno.

Di certo i mesi caldi di giugno, luglio ed agosto incidono sul rapporto economico di una provincia che ha fatto dell’estate il proprio punto di forza economica, a scapito dei mesi successivi di settembre, ottobre e novembre in cui si registra una crescita moderata proprio quando il turismo è meno incisivo.

Dall’analisi fatta dall’Osservatorio di Unioncamere Sicilia emerge un dato di chiara ripresa, ad eccezione fatta per Caltanissetta (-32,28%) e Messina (-4%) che confermano la decrescita registrata nel II trimestre 2021, rispettivamente -43% e -9%. Guardando le altre province, Siracusa segna un +43,66%, Enna (+30%), Ragusa (+29,27%), Catania (14,67%), Palermo (+11,35%), Agrigento (+1,61%).

Segnali più che positivi se si guarda indietro anche ai dati del I trimestre (gennaio, febbraio e marzo 2021), periodo in cui si era registrato un taglio della vendita di merci e prodotti siciliani all’estero del -10,21% (nel 2020 si era già avuta una flessione del -24,25% e nel 2019 la riduzione era stata già allarmante con -14%).

E proprio nel primo semestre del 2019 la Provincia di Trapani ha registrato un pesante arretramento, rispetto all’analogo periodo del 2018, avendo segnato un calo superiore al 20%, con quasi 34 milioni di euro in meno e passando dai 163,8 milioni dell’analogo periodo dell’anno precedente agli appena 130 milioni di euro del primo semestre del 2019. Dopo il 2019 sappiamo tutti com’è andata con l’inizio della pandemia e, nonostante sia ancora tra noi, finalmente la Sicilia può tirare un respiro di sollievo guardando al 2022 con un +26.2% di export complessivo 2021, che traslato in euro sono circa 7,3 miliardi.

Ma entriamo nei dettagli, tutti i prodotti merceologici vanno in terreno positivo: coke e prodotti petroliferi raffinati 3 miliardi 931milioni 352mila euro (53,89% dell’export Sicilia), sostanze e prodotti chimici 648milioni 848 mila euro (8,89%), alimentari, bevande e tabacco 598milioni 630mila euro (8,21%), prodotti agricoli, animali e della caccia 448milioni 298mila euro (6,14%), computer e apparecchi elettronici e ottici 473milioni 338mila euro (6,49%), ma anche metalli base, prodotti in metallo 222milioni 831mila euro (3,05%), articoli in gomma e materie plastiche 218.765mila euro (3%).
Ed ancora, apparecchi elettrici 187milioni 754mila (2,57%), e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici 177.829 di euro (2,44%).

Durante l’ultimo incontro degli Stati Generali dell’Export avvenuto a Marsala lo scorso settembre 2021, il presidente Nello Musumeci ha spiegato che per “essere centrali servono un porto hub, ferrovie veloci, collegamenti stabili sullo stretto, politiche di defiscalizzazione e completare le autostrade da Castelvetrano a Gela.
Fino a quando Roma non si renderà conto che un Sud non competitivo diventa una debolezza per il sistema Italia, noi continueremo ad arrancare di fronte alle potenze europee come Germania, Francia e altri paesi che crescono con ritmi superiori ai nostri”.

Strade, autostrade, porti e aeroporti, elementi fondamentali per lo sviluppo del sud, dove la maggior parte di queste segnano disallineamenti costanti rispetto al resto d’Italia, ma in controtendenza sempre la Provincia di Trapani segna una crescita del traffico del +131% – secondo la nota Airgest del 4 gennaio 2022.

I dati statistici per il 2021 registrano, quindi, 427.803 passeggeri e 6.064 movimenti e questo non accadeva dal 2013 – così come sottolineato dal presidente Airgest (società di gestione Aeroporto Trapani Birgi), Salvatore Ombra.