Politica

Favara, parla il neo sindaco Palumbo, “risanare bilancio, poi tributi e personale”

Intervista del Qds.It Antonio Palumbo, neo-sindaco di Favara, eletto lo scorso lunedì.

Qual è stata l’emozione quando ha appreso di essere il nuovo sindaco della sua città?

“E’ stata una bella sensazione. Era un qualcosa che ci aspettavamo e che avevamo costruito nel tempo. Si percepivano situazioni positive da parte dei nostri concittadini già dal primo turno ed eravamo sicuri che al ballottaggio la gente avrebbe riconfermato quella fiducia.”

Il vostro è un comune particolare, proveniente da un commissariamento. Cosa l’ha spinta a candidarsi?

“Per chi fa politica come me da trent’anni a questa parte è una cosa conseguenziale. Se fai politica, ti impegni e lotti per i cittadini è quasi normale proporti e proporre alla gente le tue soluzioni. Noi abbiamo fatto un’assemblea pubblica a cui hanno aderito più di cento firmatari di un documento che avevamo proposto alla città ed i partiti che hanno aderito a quell’appello hanno espresso il mio nome, decidendo che il candidato del progetto ero io.”

Il vostro è un territorio abbastanza importante, un tempo per le miniere di golfo. Adesso, invece, è un punto di riferimento per tutta la zona dell’agrigentino soprattutto per il terziario ed il settore industriale.

In tal senso quali sono i progetti imminenti che intendete avviare ed i punti del vostro programma?

“Abbiamo un tessuto commerciale molto vasto, anche se negli ultimi anni la crisi legata al Covid è stata fortissima. Il tutto è successo in un momento di crisi economica pregressa e molte attività commerciali che negli ultimi anni hanno rappresentato una valvola di sfogo e un motore per l’economia hanno risentito di questa crisi.

Il nostro è un comune in dissesto. Il mio programma è basato su alcune cose principali: in primis la finanza locale ovvero l’approvazione degli strumenti finanziari mancanti per uscire dalla fase di dissesto, procedere con la stabilizzazione dei precari e sbloccare i trasferimenti regionali. Finita la fase di bilancio, abbiamo l’emergenza legata ai tributi ed al personale. Ci occuperemo senza dubbio delle persone con disabilità che negli ultimi periodi sono stati abbandonati dalle istituzioni, creeremo una rete per i commercianti agevolandoli il più possibile, realizzando una città che sia accogliente per chi viene da fuori ad investire nel nostro territorio. Ci sono tante cose da fare ma noi rimaniamo con i piedi per terra. Innanzitutto bisogna partire da bilancio, tributi e personale.

Qual è il messaggio che si sente di poter dare ai suoi concittadini? Sia ai sui elettori e sia a chi non l’ha fatto..

“Come ho detto nel momento nel momento dell’insediamento ufficiale, nel fatidico passaggio di fascia, ho detto subito che quella fascia che stavo per indossare sembrava leggera ma era pesantissima perché carica di aspettative da parte dei nostri concittadini. A tutti i cittadini, anche a quelli che non mi hanno votato, prometto l’impegno e la passione che ho sempre messo in tanti anni di battaglie dentro e fuori le istituzioni. Ci sono tante difficoltà e spero che la città ci stia vicina e capisca i passi che noi faremo. Non sempre saranno cose ben accette, ma devono tener conto che amministrando una città devo pensare al bene collettivo. Chiedo ai nostri concittadini di seguirci passo dopo passo e cercare di raggiungere insieme l’obiettivo. La “rivoluzione” culturale si ottiene con l’aiuto di tutti cittadini.”

Antonio Licitra