Pezzi di Pizzo

Il cous cous tunisino

Pare che la Tunisia non solo non voglia i famosi soldi del memorandum firmato da Meloni e Von der Layen, ma che abbia addirittura restituito 60 mln di euro che erano stati dati dall’Europa come aiuto pandemia Covid.
Ma il ministro degli esteri tunisino non si ferma qua. Allude con fare più siciliano che arabo, ma d’altra parte noi siciliani siamo un po’ arabi, a verità che se svelate potrebbero mettere in imbarazzo gli interlocutori europei. Ma cosa può sapere la Tunisia su di noi europei? Intanto chi minaccia? La tedesca Von der Layen o l’italiana Giorgia Meloni? Si tratta di segreti di Stato o di interessi privati dei soliti appaltatori che si nascondono dietro le missioni diplomatiche? Forse vogliono parlare del Piano Mattei e di ciò che stava dietro?
Chi può scoprire le allusioni alla Baiardo, il ventriloquo dei Graviano, se non il mitico Giletti. Forse è il caso di inviarlo in Tunisia, come fece nella sua missione di guerra in Ucraina. Solo lui può riuscire in questa impresa giornalistica e magari troverà in Tunisia la famosa foto del Generale Delfino insieme a Berlusconi. Nel caso non riesca in questa impresa comunque un bel cous cous tunisino lo ristorerebbe delle fatiche.
La verità è che la Tunisia è in forte difficoltà economica ma ha trovato ristori meno complessi di quelli europei. I BRICS si saranno fatti avanti, Putin ed Erdogan soprattutto, e la strategia della tensione contro l’Occidente ha trovato forse un altro tassello, dopo Hamas. Se questa teoria è vera tra poco i flussi migratori avranno un’escalation, e la Meloni avrà di che preoccuparsi.