Lavoro

In Sicilia Garanzia Giovani stenta a decollare

PALERMO – Garanzia Giovani in Sicilia sembra interessare molto i giovani, ma qualcosa nel sistema non funziona. Si tratta di problemi burocratici, o mancati collegamenti con il mondo del lavoro reale, peggiorato da una condizione pandemica che ha impedito o rimandato molte attività.

Qualunque sia il motivo, la causa va ricercata e risolta: lo rivelano i dati raccolti ed elaborati dall’Anpal, l’agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro controllata dal ministero del Lavoro, alla data del 30 novembre 2021: in Sicilia sono ben 180 mila i giovani registrati, terza regione tra quelle italiane, superata soltanto dalla Campania, che arriva a 200 mila registrazioni, e dalla Lombardia, con 230 mila. A seguire l’isola, invece, troviamo la Puglia, il Piemonte e poi il Lazio.
Qualcosa evidentemente non va nei passaggi subito a seguire. Della totalità dei giovani, sono stati presi in carico soltanto l’83%, per cui la Sicilia scende vertiginosamente nella classifica nazionale: si pone, infatti, al 13esimo posto, appena sopra la media nazionale, che si ferma all’80,4%.

Molto meglio, invece, il Veneto, la Valle d’Aosta, la Basilicata, la Toscana, che superano ampiamente il 90% delle registrazioni. Molto al di sotto della media, invece, la Calabria, le Marche e la Lombardia, che rimangono tra il 60 e il 70%. Molto più preoccupante, in termini di riuscita del progetto, è il tasso di inserimento occupazionale a 1, 3 e 6 mesi dalla conclusione degli interventi: nel sud e nelle isole, tale tasso a un mese si ferma al 32,9%, a 3 mesi al 37%, e a 3 mesi al 39,4%.

Si tratta di un evidente fallimento, con il nord ovest che ampiamente ci va a doppiare, con percentuali che vanno dal 67% al 73,9%, seguito da vicino dal nord est, che si ferma a percentuali tra il 60% e il 68%. In totale in tutta Italia, al 30 novembre, sono stati registrati nel progetto oltre un milione 700 mila giovani, di cui 8.626 nello stesso mese. Di questi, il 52,1% sono maschi; hanno dai 15 ai 18 anni nel 10,2% dei casi, dai 19 ai 24 nel 55,6% dei casi e dai 25 ai 29 nel restante 34,2%. Si tratta nel 91,7% di cittadini italiani, e solo nell’8,3% di stranieri. Il livello di istruzione tende verso il basso: nel 23,3% si tratta di giovani con un titolo di istruzione secondario inferiore, nel 58,1% si tratta di diplomati, e solo nel 18,6% si parla di istruzione terziaria.

Le pratiche sono state trattate, nel 74,5% dei casi, dai centri per l’impiego, e nel 25,5% dalle agenzie per il lavoro. Al 30 novembre scorso sono state prese in carico 1.389.192 persone, mentre 6.996 unità sono state prese in carico nello stesso mese. In totale, dall’inizio del grande progetto Garanzia Giovani, gli utenti avviati a una misura di politica attiva nel periodo maggio 2014-novembre 2021 sono 816.253 (+6.140 tra ottobre e novembre 2021). In generale, il tasso di copertura dei giovani che hanno avuto una misura di politica attiva sui presi in carico è del 62,5% (per le donne arriva al 63,2%, per gli uomini scende al 61,9%). La maggior parte delle misure di politica attiva offerte sono tirocini extra-curricolari (56,6%), seguiti da incentivi all’occupazione (20,4%), formazione (17,6%), accompagnamento al lavoro (3,2%) e, in percentuali minime, da servizio civile (1,2%), mobilità professionale, autoimpiego, apprendistato.

Se si guarda al tasso di occupazione dal 2014 a novembre 2021, la percentuale si assesta al 64,9%, che in termini assoluti si traduce in oltre 490.000 occupati. Fra le tipologie contrattuali degli occupati prevale la formula del tempo indeterminato (55,1%), seguita dal contratto a tempo determinato (22,9%), dall’apprendistato (18,8%) e da altre tipologie (3,2%).