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Vittoria, da oggi via Forcone diventa viale Colonnello Vito Andrea Iannizzotto – FOTO

Oggi a Vittoria si è svolta la cerimonia di intitolazione di una via al colonnello dei carabinieri Vito Andrea Iannizzotto, originario di Chiaramonte Gulfi, vissuto a Vittoria fin dall’età scolare e venuto a mancare a Castagneto Carducci (LI) il 30 novembre 2021.

L’iniziativa di ridenominare la via Forcone in viale Colonnello Vito Andrea Iannizzotto è stata sostenuta dall’Arma dei carabinieri su proposta dell’amministrazione comunale di Vittoria che ha voluto onorare, con un tangibile segno di stima, la figura di un concittadino il cui ricordo è ancora vivo negli amici e nei vittoriesi che lo hanno conosciuto nonostante il suo ruolo di Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri lo abbia tenuto spesso lontano dalla terra d’origine.

Alla cerimonia, resa ancor più solenne grazie alla partecipazione della Fanfara del XII Reggimento Carabinieri “Sicilia” – che ha accompagnato le fasi salienti dell’evento e dal coro dell’Istituto Comprensivo “Portella Della Ginestra” – hanno presenziato la signora Francesca, moglie del colonnello Iannizzotto; la sorella Dina e il fratello Salvatore, generale dei Carabinieri in congedo, e le autorità militari e civili della provincia. Tra queste ultime c’erano il prefetto Giuseppe Ranieri, il Questore di Ragusa, i rappresentanti della Guardia di Finanza, dei vigili del fuoco, della Capitaneria di Porto e della polizia locale, nonché una folta rappresentanza di Ufficiali, Sottufficiali e Graduati dell’Arma in servizio e in congedo.

Hanno voluto onorare la memoria del colonnello Vito Andrea Iannizzotto con toccanti interventi commemorativi anche il sindaco Francesco Aiello, il vice Filippo Foresti, il fratello Generale Salvatore Iannizzotto e il comandante provinciale dei Carabinieri di Ragusa, colonnello Carmine Rosciano.

Vittoria, da oggi via Forcone è viale Colonnello Vito Andrea Iannizzotto: chi era l’ufficiale

Il colonnello Iannizzotto dalla vicina Chiaramonte Gulfi, dove nacque nel 1940, si trasferì a Vittoria per frequentare le scuole superiori. Lì lo ricordano ancora per la forte personalità, la spiccata intelligenza, il suo dinamismo e la costante partecipazione a svariate iniziative dei movimenti culturali giovanili.

Coronato il suo sogno di sempre arruolandosi nell’Arma, da giovane ufficiale si affermò per la sua eccellente professionalità in Sardegna nella lotta al banditismo e poi in Sicilia e in Toscana impegnato contro il crimine comune e organizzato.

Nel 1988 fu chiamato a Roma a dirigere il Reparto per la Tutela del Patrimonio Culturale. Nella capitale si prodigò egregiamente in una rilevante attività di recupero e rimpatrio di opere d’arte trafugate o illecitamente esportate. Fra le più importanti attività investigative finalizzate al recupero all’estero di beni culturali, figura in particolare l’iniziativa che ha dato avvio alla procedura del rientro in Italia della famosa statua della “Dea di Morgantina”, bene di inestimabile valore, oggi esposta nel Museo Archeologico di Aidone (EN).

Insignito delle onorificenze di Cavaliere al Merito della Repubblica, di Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno e del Premio Vittoria Insigne nel 2011 e Ragusani nel Mondo nel 2017, ha concluso la sua carriera in qualità di ufficiale della Direzione Investigativa Antimafia.