Economia

Istat, in Sicilia flussi turistici, bene nel 2021 ma non abbastanza

ROMA – Secondo il report Istat sul Movimento turistico in Italia, nei primi nove mesi del 2021 le presenze dei clienti negli esercizi ricettivi della Sicilia sono in crescita rispetto al 2020 del +27% (meglio che a livello nazionale, +22,3%) ma restano ben sotto i livelli del 2019: -43,9%. Un’emorragia, quest’ultima, ben più grave di quella registrata complessivamente in Italia (-38,4%) ma che si colloca comunque al di sotto di quella registrata in Campania (-60,1%), nel Lazio (-73,8%) e in Valle d’Aosta (-54%) che sono le tre regioni d’Italia con le percentuali peggiori in assoluto.

Se guardiamo all’Europa, la situazione non cambia. Eurostat stima che il numero delle notti trascorse (presenze) nelle strutture ricettive nell’Unione europea (UE 27) sia pari a circa 1,1 miliardi nei primi otto mesi del 2021, valore analogo a quello dello stesso periodo del 2020, ma inferiore di circa il 50% rispetto al 2019, anno precedente la pandemia.

A livello internazionale, i Paesi che mostrano il maggiore decremento di presenze rispetto allo stesso periodo del 2019 sono: Malta (-65,4%), Lettonia (-58,7%), Ungheria (-57,8%) e Portogallo (-56,2%). A seguire la Spagna che, con un calo del 54,6%, perde la prima posizione nella graduatoria europea per numero di presenze e cede il passo all’Italia (in prima posizione nel 2021) e alla Germania (in seconda posizione).
Relativamente ai primi nove mesi del 2021, i dati provvisori del nostro Paese mostrano un trend meno negativo della media europea rispetto al 2019, con le presenze negli esercizi ricettivi che diminuiscono del 38,4% (145 milioni di presenze in meno) e gli arrivi del 46,5%.

Tra le componenti della domanda turistica, quella estera evidenzia maggiori difficoltà di ripresa (-56,1% di presenze) rispetto alla componente domestica (-20,3%).

Per quanto riguarda, invece, le tipologie di strutture ricettive, a soffrire di più è il comparto alberghiero, con un calo di presenze del 44,3%, rispetto al comparto extra-alberghiero (28,3%).

Se si guarda la dinamica rispetto allo stesso periodo del 2020 – che aveva registrato una riduzione di oltre la metà dei flussi turistici negli esercizi ricettivi in confronto al 2019 – i primi nove mesi del 2021 evidenziano segnali di miglioramento, con un sensibile aumento delle presenze (+42,4 milioni, +22,3%) e degli arrivi (+8 milioni, +16,2%). Si segnala in particolare il recupero dei flussi della clientela non residente in Italia (+40,3%) e, in misura minore, di quella residente (+14,2%). Anche i dati per tipologia ricettiva indicano un andamento positivo sia per il settore extra-alberghiero (+27,4%) che per quello alberghiero (+18,7%). Il 2021 si apre con il blocco pressoché totale della stagione turistica invernale a seguito dei provvedimenti restrittivi resi necessari per contrastare la diffusione dei contagi.

Il primo trimestre dell’anno segna un calo dell’81,7% degli arrivi e del 79,7% delle presenze rispetto allo stesso trimestre del 2019. In particolare, la componente estera della clientela è pressoché assente (-93,7% le presenze) mentre quella domestica rappresenta poco più del 30% delle presenze del primo trimestre 2019. La flessione è evidente anche rispetto al primo trimestre del 2020 (-70,8%), poiché la crisi del settore generata dalla pandemia si è manifestata in maniera evidente a partire da marzo 2020.

In Sicilia e non solo, nel 2021 i flussi turistici sono dunque ancora profondamente condizionati dalle dinamiche inaspettate della pandemia da Covid-19, che ha fortemente limitato la mobilità delle persone. Ecco perché al momento l’unica strada da intraprendere è quella di incrementare quelle forme di turismo “interno” che possono in qualche maniera sopperire al mancato flusso di turismo straniero: ci riferiamo al turismo congressuale, ad esempio, oppure a quello sportivo o ancora quello legato al mondo dell’associazionismo.