Politica

Istituto vino e olio, risanate le passività e potenziato l’organico

PALERMO – Il governo Musumeci prosegue sulla strada del rilancio dell’Istituto regionale del Vino e dell’olio (Irvo). Dopo il risanamento finanziario operato anche attraverso iniziative di carattere legislativo – che hanno ripianato le passività contratte nel corso degli anni dall’Istituto, che ammontavano a circa nove milioni di euro oggi l’Ente verrà potenziato con l’arrivo di 76 unità di personale interno, qualificato che verrà destinato all’attività di certificazione e controllo dei vini a denominazione di origine (Do e Ig) e degli oli Dop e Igp Sicilia.

L’arrivo di nuovo personale è stato possibile grazie ad un accordo sottoscritto tra l’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera, il dirigente generale del dipartimento Dario Cartabellotta e il commissario straordinario dell’Irvo Alessia Davì.

“Rispetto ai debiti contratti e non pagati del passato, di cui ci siamo fatti carico – ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci – abbiamo impresso un cambio di passo e un forte impulso all’attività di certificazione e controllo. Solo in questo modo l’Istituto potrà affrontare le sfide che il mercato globale ci sottopone, uniformandoci agli standard internazionali di certificazione. In armonia con i compiti istituzionali dell’Ente, vogliamo porre la giusta attenzione ai temi della ricerca e dell’innovazione, aspetti strategici da mettere a disposizione dei produttori isolani, per far ulteriormente crescere la qualità del nostro vino e del nostro olio nel mondo, oltre che del brand Sicilia”.

L’assessore Edy Bandiera ha spiegato che già dalla primavera dello scorso anno è stata operata un politica tariffaria favorevole alle imprese sia per i controlli che per le certificazioni e nel contempo sono stati ridotti i tempi medi per l’emissione dei certificati di idoneità, mentre sono aumentati i controlli stabiliti dal ministero delle Politiche agricole per maggiore garanzia delle produzioni siciliane.

In particolare i controlli in poco più di tre mesi hanno raggiunto la percentuale del 91% sul totale degli operatori sorteggiati nel 2019 (1.250 operatori su 1.369). Nel settore dei viticoltori è stato controllato il 100 per cento degli operatori, mentre decisamente inferiore la percentuale dei controlli sui vinificatori, che è scesa al 14,8% (16 operatori su 108). la categoria degli imbottigliatori è stata quasi completamente controllata con una percentuale dell’88,6% (195 su 200) e infine controllo capillare anche sugli intermediari: 5 su 7 (71,4 per cento).