Sanità

Laboratori, precari, pronto soccorso e Sanità “bocciata”: settimana da incubo per l’assessore Volo

Giorni burrascosi per la sanità siciliana. Ma la tempesta sembra appena iniziata. Stamattina, infatti, al culmine di uno sciopero iniziato il 21 febbraio, si terrà davanti alla sede dell’assessorato alla Salute regionale, una manifestazione in cui oltre 1.800 strutture private accreditate consegneranno simbolicamente le chiavi dei propri ambulatorio all’assessore, Giovanna Volo, e chiederanno le dimissioni di quest’ultima. Un assessore che in questi giorni è spesso apparsa sola. Non a caso, l’unica nota ufficiale a difesa del suo operato è arrivata adddirittura… dall’opposizione.

Incontro in assessorato

Proprio ieri, per fronteggiare queste emergenze, l’assessore Volo ha incontrato i vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere per trovare una soluzione sulle strutture private accreditate e sul personale precario Covid. Durante l’incontro sono state perlustrate le possibili soluzioni da portare all’attenzione del governo regionale e avviate le opportune ricognizioni in ogni singola azienda, per garantire la più tempestiva risposta agli sviluppi delle vicende maturate nelle ultime ore. Infine, in merito alla serrata messa in atto dai laboratori privati, l’assessorato registra finora un incremento delle attività assicurate dai laboratori pubblici compreso tra il 15 e il 30 per cento rispetto all’attività ordinaria. Ma restano i problemi: circa 3mila contratti scadranno tra pochi giorni e ancora non c’è traccia di quella ricognizione che dovrebbe essere propedeutica a eventuali stabilizzazioni. Sul fronte dei laboratori, invece, in mattinata si attende una contestazione dai toni molto accesi, visto che i rappresentanti degli ambulatori convenzionati hanno annunciato che avrebbero chiesto le dimissioni dell’assessore, adombrando persino l’ipotesi di un danno erariale da segnalare alla Corte dei conti.

Chiusura pronto soccorso dell’ospedale Cervello

Sono iniziate una settimana fa, invece, le polemiche in merito alla possibile chiusura del pronto soccorso dell’Ospedale Cervello, a causa di lavori di ristrutturazione che andrebbero portati avanti a strettissimo giro. Ma il problema sarebbe ancora più complesso, perché in realtà dietro a questa scelta sembra esserci anche una massiccia carenza di personale medico e infermieristico non più disposto a lavorare nei pronto soccorso dell’isola. L’assessore alla Salute, Giovanna Volo, in merito praticamente quasi non si pronuncia, perché in primis sull’argomento è intervenuto al suo posto direttamente il presidente della Regione, Renato Schifani. A presentare il piano di chiusura del pronto soccorso del Cervello a favore di quello di quello di Villa Sofia ci ha pensato l’azienda. Sempre all’azienda è stata passata la patata bollente quando a chiedere spiegazioni alla Volo sono stati i sindacati. In Commissione Sanità, però, su richiesta del deputato di Sicilia Vera, Ismaele La Vardera, l’assessore ha garantito che non avrebbe permesso alcuna chiusura.

Il post di La Vardera

“Ringrazio l’assessore Volo per le rassicurazioni sul pronto soccorso. Quando il Governo fa bene, e offre risposte secche va riconosciuto”. Questo il contenuto del messaggio pubbblicato dal deputato regionale del gruppo di Cateno De Luca. Un messaggio che rappresenta, in queste ultime ore, l’unica esternazione pubblica di apprezzamento per l’operato dell’assessore del governo Schifani. Ma La Vardera, formalmente, starebbe all’opposizione. E i partiti di maggioranza come reagiscono di fronte alle stilettate dei sindacati, di fronte alle accuse dei rappresentanti dei laboratori? Un sostanziale silenzio intervallato, per lo più, da qualche nota vagamente critica.

Il report di Mario La Rocca

E i problemi arrivano in qualche caso anche dal passato. Al termine del suo incarico al Dasoe, il dirigente Mario La Rocca ha trasmesso un report: “Sento l’esigenza di dare compiuta rappresentazione della situazione del Bilancio Consolidato del Servizio Sanitario Regionale per le annualità 2022 e 2023, stante la rilevanza delle conseguenze che una sua mancata chiusura in pareggio avrebbero sul Bilancio della Regione – scrive La Rocca, nel suo atto di congedo -. Al riguardo, al fine di meglio rappresentare le conseguenze, anche sul piano politico di tale evenienza che, sin da subito si chiarisce, è stata scongiurata. I dati del monitoraggio del quarto trimestre 2022 che, al momento, sono in corso di verifica, denunciano un disavanzo di 248 milioni a causa dei costi straordinari Covid che ammontano per il 2022 a 439 milioni di euro. Tale disavanzo – precisa ancora La Rocca nel documento – inferiore per quasi 200 milioni di euro ai costi straordinari Covid, verrà coperto con le entrate straordinarie relative alle quote del mutuo sanità relative al 2019-2020-2021”. Insomma, ecco saltare fuori anche un “buco” nella Sanità siciliana.

Pagelle Lea

Come se non bastassero i problemi, ieri mattina è stata diffusa un’analisi condotta dalla Fondazione Gimbe dopo la pubblicazione da parte del dicastero di Lungotevere Ripa del ‘Monitoraggio dei Lea attraverso il Nuovo sistema di garanzia’ (Nsg), che valuta 22 indicatori suddivisi in tre aree: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. La Sicilia viene bocciata sulla prevenzione e, secondo i nuovi sistemi di monitoraggio, la Regione risulta essere adesso inadempiente, per cui dovrà attenersi al piano rientro di previsto in questi casi. Un problema in più per l’assessore che nessuna sembra voler difendere.