Consumo

Trend ancora negativo, ma leggera risalita dei consumi in Sicilia

PALERMO – Ancora piccoli ma significativi passi di ripresa nel mercato delle vendite. Stando ai dati pubblicati nel consueto report mensile dei consumi da Confimprese-Ey la Sicilia conferma un trend ancora negativo ma in leggero miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2019, -8,5% e in recupero di quasi due punti su agosto, che aveva chiuso a -10,9%.

A livello nazionale, invece, i consumi precipitano di nuovo in picchiata. Dopo aver fatto registrare una leggera risalita nel mese di agosto, a settembre l’intero comparto, a livello nazionale, ha segnato un pesante -13,5% rispetto allo stesso periodo del 2019, attestando il progressivo annuo 2020 a -34,8%. A pesare su questi numeri è la pericolosa curva incrementale dei contagi e l’incertezza del futuro, che potrebbero portare a una seconda ondata negativa sia in termini sanitari sia economici.

I trend per aree geografiche mostrano come il Sud Italia, nonostante sia sempre in negativo, superi di circa il 10% il Nord-Est e il Centro Italia. Nello specifico le performance migliori si registrano nell’area Nord-Ovest che chiude settembre a -12,7% e appunto nell’area Sud e Isole a -7%. Fanno peggio invece, entrambe con -17%, le aree Nord-Est e Centro Italia.

In Sicilia i risultati a livello provinciale rispecchiano il lieve miglioramento della regione: positive Messina +3,3% e Trapani +2,8%. Ancora in flessione, invece, Agrigento -4,4%, Catania -19,7%, Palermo -4,8% e Siracusa -0,3%.

“Nel mese di settembre l’area Sud e Isole ha registrato una performance migliore rispetto al resto d’Italia” spiega Mario Maiocchi, direttore del centro studi Confimprese. “L’andamento meno pesante di settembre in Sicilia rispetto ai mesi precedenti si riconduce – continua Maiocchi – alla ripresa delle attività lavorative e alla momentanea riduzione dello smart working, che portano i consumatori a una maggiore libertà nella shopping experience”.

Entrando nel dettaglio dei vari settori, i numeri più preoccupanti si riscontrano nel settore travel, che si conferma maglia nera dell’intero comparto. Complice il turismo straniero azzerato e la mancanza di indotto nel commercio, nei bar e ristoranti, che si riflettono di conseguenza sull’intera filiera, la flessione dell’intero settore è stata del -55% in settembre e del -62% nel progressivo anno.

Male la ristorazione che chiude settembre a -18%, con un progressivo calo del -37,8% e l’abbigliamento con -12,9%, una flessione quasi raddoppiata rispetto al -7% di agosto, che aveva beneficiato dal buon andamento della stagione dei saldi, e un progressivo anno pari a – 35,3%. Performance migliori, invece, per settore “non food” (entertainment, ottica, arredo casa e oggettistica) che conclude il mese a -6,9%, con un progressivo anno di -26,5%.

In affanno anche i canali di vendita: nel mese di settembre, infatti, centri commerciali e outlet segnano rispettivamente un calo del -15,1% e del – 10,3%. Il ritorno in città degli italiani e a una maggiore propensione all’acquisto online rispetto al periodo vacanziero fanno risalire le percentuali dell’e-commerce, unico comparto sempre in positivo, che chiude settembre a +22,7% e recupera quasi cinque punti percentuali su agosto.

Dopo essere stato messo a dura prova durante i mesi di lockdown, con gli esercizi chiusi e vendite azzerate, il mondo del commercio trema in vista di una possibile nuova ondata del virus che potrebbe avere risvolti catastrofici. Allo stesso tempo, però, il persistere dello smart working unito al calo della mobilità urbana costituiscono un nuovo andamento che va delineandosi con sempre maggiore chiarezza e che avrà forti ripercussioni sul mondo dei consumi. In questo senso gli operatori di settore dovranno tenerne conto per gli assetti futuri per non farsi trovare impreparati.