Mostra

Tra Liberty ed ellenismo Palermo si apre all’arte

PALERMO – La Sicilia continua a ospitare, sul suo territorio, esposizioni artistiche imperdibili. Per il mese di gennaio 2024 (e non solo) sono numerosi gli appuntamenti ai piedi di monte Pellegrino da segnare in agenda.

Palermo Liberty – The golden age

Tra queste, “Palermo Liberty – The golden age” è certamente una mostra da consigliare per gli amanti dello stile Liberty a Palermo. Aperta al pubblico fino al 30 maggio 2024 a Palazzo Sant’Elia di via Maqueda 81, la mostra mette a disposizione dei visitatori 500 opere fra disegni di architettura e di arti applicate, arredi, dipinti, sculture, arazzi, ceramiche, arredi, bozzetti decorativi, abiti e gioielli provenienti da 70 collezioni pubbliche e private.

Il simbolo della mostra è la cosiddetta “pupa del Capo”, opera a mosaico che raffigura la dea pagana Demetra, protettrice dei cicli vitali del raccolto, amatissima dagli abitanti del mercato del Capo. L’immagine coordinata dell’evento è ispirata a quest’opera e il logo riproduce la testa di Demetra stilizzata.

“La pupa del Capo” è stata scelta perché rappresenta un esempio unico di quella commistione fra arte colta e cultura popolare che è una delle caratteristiche del Liberty a Palermo e sarà svelata al pubblico con un progetto di allestimento curato da Laura Galvano.

Il percorso espositivo, che occupa integralmente gli spazi di palazzo Sant’Elia, va dal 1897, data dell’apertura del Teatro Massimo di Giovan Battista Filippo e di Ernesto Basile, fino al 1923, anno dell’ultimazione della costruzione del Cinema Massimo di Giovan Battista Santangelo, allievo di Ernesto Basile, ed è diviso per stanze tematiche, con l’inserimento di documenti video e una video installazione (realizzata da Calogero Sorce).

Sicilia//Grecia//Magna Grecia. E dunque, quello che cercavo sono

Altra mostra da ammirare a Palermo è “Sicilia//Grecia//Magna Grecia. E dunque, quello che cercavo sono (Odisseo Elitis)”, allestita nel Museo archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo. La mostra è visitabile fino al 31 marzo 2024.

L’esposizione, finanziata dal Ministero della Cultura con fondi europei del Pon “Cultura e sviluppo” (Fesr 2014-2020), fa parte di un programma di interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana, per i quali l’assessorato regionale dei Beni culturali ha sottoscritto un accordo con il Comune di Palermo.

Filo conduttore della mostra è “Il viaggio”, come racconta lo stesso logo. Una barca che solca le onde del mare, quelle “strade liquide” capaci di creare una fitta rete di relazioni sociali, culturali ed economiche fra Grecia, Sicilia e Magna Grecia, aree nelle quali si sviluppò il grande fenomeno della grecità occidentale che sta a fondamento della cultura europea.

Un “dialogo” fra i capolavori del Museo Salinas, dai sarcofagi della Cannita alle metope dei Templi di Selinunte, e quelli dell’arte greca, come il rilievo dell’Atena pensosa proveniente dal Museo nazionale dell’Acropoli di Atene, e dell’arte magno-greca, come il monumentale cratere apulo del pittore di Licurgo, in prestito dal Museo nazionale di Ruvo di Puglia.

Tanti gli altri preziosi reperti provenienti dai numerosi musei prestatori siciliani, che in questa occasione hanno fatto rete intorno al museo palermitano, in una narrazione corale da oriente a occidente in Sicilia.

Il surrealismo di Miró e il genio degli artisti siciliani del Novecento

“Miró – La gioia del colore” raccoglie circa un centinaio di opere realizzate dall’indimenticato Miró, pittore, scultore e ceramista spagnolo considerato tra i maggiori esponenti del Surrealismo.

Nato a Barcellona nel 1893, dopo aver studiato economia, a seguito di un importante problema di salute si trasferisce a Parigi dove incontra Picasso e frequenta il circolo Dada di TristanTzara dedicandosi alla pittura, alla scultura e alla ceramica. Dopo dodici anni, ritorna in Spagna da cui riparte di nuovo alla volta di Parigi a seguito del secondo conflitto mondiale. Quando però le truppe naziste assediarono la capitale francese, decise di andare a Palma di Maiorca, dove morì nel 1983 all’età di cento anni.

Le opere, che coprono un arco temporale di circa sessant’anni, dal 1924 al 1981, comprendono dipinti, tempere, acquerelli, disegni, sculture e ceramiche, oltre ad una serie di opere grafiche, libri e documenti provenienti da collezioni private italiane e gallerie francesi.

Ad arricchire e ampliare il percorso espositivo dalla doppia lettura cronologica e tematica è anche una sezione fotografica e video che approfondisce alcuni aspetti della vita privata e pubblica dell’artista surrealista. Ulteriore sezione di questa mostra antologica su Miró è quella focalizzata sui suoi lavori grafici realizzati quando collaborava con la famosa rivista Derrière le Miroir, edita dalla galleria Maeght e quella multimediale.

La mostra è visitabile al Palazzo della Cultura in via Vittorio Emanuele II, 121, a Catania, dal 20 gennaio al 7 luglio 2024.

Sempre a Catania, a Palazzo Valle, è possibile visitare l’esposizione permanente della Fondazione Puglisi Cosentino “Arte in Sicilia nel secondo Novecento”, dalle collezioni di Filippo e Anna Pia Pappalardo, che propone una spaccato della realtà pittorica siciliana dal termine del secondo Dopoguerra agli anni ‘80. In esposizione, tra le tante, sono presenti le opere di Carla Accardi, Renato Guttuso, Piero Guccione, Salvatore Fiume, Pietro Consagra e Mimì Lazzaro.

All’interno degli spazi è possibile ammirare le installazioni di Salvatore Scarpitta e Roberto Fabelo. Lo storico Palazzo Valle di Catania, edificato nel 1741 e progettato dall’architetto Giovanni Battista Vaccarini, da sempre legato alla città etnea per le numerose opere che ha lasciato, è stato restaurato e restituito al suo antico splendore. Ciascun pezzo di arredo custodito oggi all’interno, racconta la propria storia e importanza e, disposto senza tralasciare nulla al caso, ricrea l’atmosfera di un’epoca passata, pur rimanendo perfettamente in sintonia con la leggerezza e la contemporaneità.