Cultura e Spettacoli

Luca Ravenna sbarca a Palermo e Catania con “Red Sox”, spettacolo sold out in tutta Italia

Dopo aver collezionato sold out in tutta Italia, Luca Ravenna sarà al Teatro Al Massimo di Palermo il 28 dicembre e al Teatro Metropolitan di Catania il 29 dicembre con “Red Sox”.

“I pezzi dello spettacolo cambiano in continuazione”

Lo spettacolo è prodotto e distribuito da Trident Music e promosso nell’Isola da Giuseppe Rapisarda Management. “Red Sox è un work in progress, i pezzi dello spettacolo cambiano in continuazione, parto da un’idea e poi mi trovo a raccontare tutt’altro e non l’obiettivo che mi ero prefissato – ha spiegato Ravenna – Ci saranno sicuramente tanti episodi autobiografici, le differenze regionali del nostro Paese, la mia esperienza recente in America e poi dei temi che non sono più affrontati dalle giovani generazioni come il romanticismo e l’amore, affronterò anche i tre grandi tabù italiani: la droga, le raccomandazioni e la blasfemia”.

Uno dei migliori stand up comedian italiani

Ravenna è uno dei migliori stand up comedian italiani in circolazione. Vanta un pubblico vasto e caloroso che apprezza la sua cifra stilistica, il modo di esternare la sua bravura e la straordinaria capacità di far ridere. Ne sono una prova lampante le date andate tutte sold out di “Red Sox” e lo spettacolo proseguirà anche nel 2024. Non solo comico, ma anche autore televisivo e podcaster.

Quando lo contattiamo per l’intervista, Luca Ravenna è entusiasta ed esordisce così: “Sono molto contento di venire a Palermo e a Catania perché un pezzo dello spettacolo è ambientato a Palermo e spero faccia molto ridere sia a Palermo sia a Catania”.

Il 28 e il 29 dicembre sarai a Palermo e a Catania con RED SOX. È la tua prima volta in Sicilia?

No! La prima volta è stata nel 2019 a gennaio. Ho fatto un tour toccando Siracusa, Catania, Ragusa, Caltanissetta. Ho fatto un giro enorme. Poi son tornato altre volte. È la prima volta che vengo in due teatri così prestigiosi.

Qual è il tuo rapporto con l’Isola?

La mia ragazza è di Catania, quindi conosco abbastanza.

Le due date siciliane sono le ultime di un tour che ricomincerà nel 2024, ma che nel 2023 ha toccato tutta l’Italia, macinando sold out. Ti aspettavi tutta questa attenzione?

Ehm..no! (nda sorride) Chiesto in modo così diretto, è impossibile rispondere. Ci speravo e sono molto contento che abbiamo riempito in molti posti.

A fronte di questo successo di pubblico, secondo te cosa piace del tuo essere stand up comedian?

È una bellissima domanda alla quale non solo è difficile rispondere, ma anche quasi meglio non chiederselo nel senso che uno deve cercare cose che lo fanno ridere per primo sul palco e poi la gente, se si sintonizza sulla stessa frequenza, si diverte.

Quali erano gli obiettivi che ti eri dato scrivendo lo spettacolo e quanto poi quegli obiettivi sono stati raggiunti?

Penso che uno provi a darsi degli obiettivi ossia parlare di quegli argomenti piuttosto che di altri e anche di lasciarsi libero, mentre lo fai, che invece ti interessino altre cose. Così le migliori e le sistemi. L’obiettivo numero uno è far ridere, poi dopo trovare cosa fa ridere prima di tutto me dentro quello che sto raccontando e dopo le persone. Piano piano lo cerchi e trovi un filo.

Secondo te, quale periodo sta vivendo la comicità italiana?

La comicità dal vivo sta vivendo un periodo incredibilmente florido. I ragazzi e le ragazze, anche molti giovani, vanno a vedere gli spettacoli live come momento sociale. Per quel che riguarda la tv, la comicità è ancora un po’ vecchio stile e ancora a riprendere quell’effetto nostalgia. Adesso al cinema ci sono dei film di comici, vediamo come andranno.

Cosa ti guasta del lavoro del far ridere?

Che a volte sei concentrato sul far ridere o a trovare qualcosa di comico anche in situazioni in cui magari serve un ragionamento o del silenzio in più dato l’argomento per rispetto di se stessi o di chi hai di fianco. Cercare di far ridere può essere anche un po’ sfiancante. Detto questo, è il lavoro più bello del mondo.

La stand up comedy negli ultimi anni è stata sdoganata in Italia. Quali sono i falsi miti di questo mondo?

Il fatto che dieci anni fa serviva un movimento underground per spezzare certi tabù sul linguaggio, adesso che è più mainstream è facile far ridere dicendo vaccate, è più difficile far ridere parlando di cose più delicate e sottili. L’altro falso mito è che tu debba essere eccezionalmente volgare. Si può essere volgari anche parlando di pasta e ceci e raffinatissimo parlando di sesso. Sta alla persona che sta sul palco.

Sei anche autore televisivo. Cosa proporresti che, secondo te, è necessario nella tv italiana?

Riuscire a far sentire molto forte le risate del pubblico, cosa che non succede quasi mai perché spesso nel pubblico ci sono figuranti o professionisti del sedersi sulle tribune degli studi televisivi. Invece, sarebbe bello sentire le risate vere come succede a teatro.

L’anno sta per concludersi. È tempo di bilanci e di buoni propositi. Com’è stato il 2023 per Luca Ravenna e in cosa spera per il 2024?

Il 2023 è stato un anno fantastico. Per forza di cose, chi fa il mio lavoro si identifica con il proprio lavoro. Sono molto contento di com’è andata con lo spettacolo e spero nel 2024 di proseguire e di magari toccare altri lidi della comicità, non solo dal vivo. È un lavoro strepitoso, ma ti svena. Vedremo cos’altro fare. Sono molto scaramantico. E poi ‘Forza Inter’! Questa è una cosa fondamentale.

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