Video

Luci allo Sperone, il quartiere contro lo spaccio di droga

È passato un mese dall’operazione Nemesi che ha portato in carcere 57 persone dello Sperone per spaccio di stupefacenti. Durante le indagini è emerso che spesso anche i bambini venivano coinvolti nel malaffare, per cui adesso alcuni di loro potrebbero essere affidati ai servizi sociali.

La vicenda ha ovviamente scosso tutta la comunità. Per cercare una cura a questa grossa ferita e continuare a dare voce a tutte le persone di questa città che credono ancora in un cambiamento, i cittadini e le associazioni del quartiere hanno organizzato la manifestazione “Luci allo Sperone”.

«Abbiamo deciso di camminare insieme per le strade dello Sperone, per dire che ciò che è accaduto qualche giorno fa ci riguarda tutte e tutti, ci interpella e non ci lascia indifferenti – scrivono gli organizzatori, tra cui Antonella Di Bartolo, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo statale “Sperone- Pertini”- Il pessimismo imperante, spesso mascherato da realismo, ha impedito per lungo tempo l’emergere di un nuovo orizzonte e di una nuova prospettiva capace di cogliere la scintilla indispensabile per trasformare la nostra città. Siamo cittadini, cittadine e associazioni che vivono a Palermo, accomunati dal desiderio di incontrare altri cittadini e cittadine, metterci in ascolto e a disposizione delle realtà apparentemente più fragili della nostra città, ma che presentano energie positive e indomita resistenza e voglia di riscatto. Lo faremo a partire dal quartiere Sperone, che nei giorni scorsi è stato al centro delle narrazioni giornalistiche per l’arresto di 57 persone per spaccio di droga, in cui erano pesantemente coinvolti anche minori. Vogliamo essere città che incontra, che ascolta, che denuncia, che si lascia coinvolgere per impegnarsi insieme. 

Quando diciamo Sperone parliamo di tutta la città, quando diciamo Sperone parliamo anche di noi, del nostro presente e del nostro futuro di cittadini, di bambini e bambine, di uomini e donne. Lo Sperone, così come Palermo tutta, è cosa nostra, e non di cosa nostra».

Sonia Sabatino